Roma non è solo la capitale d’Italia. È sempre più il cuore pulsante della cybersecurity nazionale.
Nel pieno di una transizione digitale accelerata e in un contesto geopolitico sempre più instabile, la cybersicurezza si sta trasformando da tema tecnico a priorità strategica. E in questa trasformazione, Roma gioca un ruolo centrale.
Con un mix unico di istituzioni, università, grandi aziende, startup e hub di innovazione, la Capitale sta consolidando la sua posizione come uno dei poli europei più avanzati per lo sviluppo di competenze, tecnologie e soluzioni nel campo della sicurezza digitale.
In vista del Cybersecurity Open Day organizzato con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) durante Rome Future Week, abbiamo realizzato un report approfondito che fotografa il sistema romano-laziale della cybersecurity.
Ecco un’anteprima.
Una governance unica in Europa
La presenza dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con sede a Roma, rende la Capitale il baricentro della strategia digitale italiana. Accanto all’ACN operano il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa, la Polizia Postale, e numerosi altri attori istituzionali che affrontano la cybersicurezza come tema trasversale.
Ma non si tratta solo di grandi sigle. Anche Regione Lazio e Roma Capitale stanno facendo la loro parte, promuovendo progetti come il Security Operation Center per l’infrastruttura IT della città, iniziative di educazione digitale per le scuole, e programmi di formazione rivolti a cittadini e imprese. Un mosaico complesso, ma ben coordinato, che rende il territorio romano uno dei pochi in Europa a coniugare visione strategica e implementazione concreta.
Una filiera educativa che parte dalle aule e arriva ai centri di ricerca
Parlare di cybersecurity oggi significa anche parlare di formazione. E Roma è una delle poche città italiane a poter vantare una filiera educativa verticale: dalle scuole superiori fino ai centri di ricerca applicata, passando per ITS e università, la città offre percorsi diversificati ma complementari, capaci di accompagnare un talento lungo tutto il suo sviluppo.
In molte scuole superiori tecniche, come l’ITIS Fermi o l’IIS Di Vittorio-Lattanzio, si insegnano già le basi dell’informatica e delle reti: è spesso lì che nasce la passione per la cybersicurezza.
Subito dopo, gli ITS specializzati, come l’ITS-ICT Academy e la Lazio Digital Academy, offrono corsi biennali ad alta occupabilità, in cui le aziende partecipano attivamente alla formazione, portando problemi reali in aula.
Poi arrivano le università, e qui Roma offre il meglio in Italia:
- La Sapienza, con la sua magistrale in Cybersecurity interamente in inglese e il centro CIS
- Tor Vergata e Roma Tre, con percorsi ingegneristici, giuridici e normativi
- LUMSA, UNINT, Campus Bio-Medico e altre realtà che formano non solo tecnici, ma anche analisti, project manager e policy advisor in ambito cyber.
In breve, Roma non importa competenze: le forma, le connette al mercato e le valorizza.
Startup e innovazione: la linfa vitale dell’ecosistema
Accanto alle istituzioni e alle università, Roma ospita startup di livello globale. Exein e WSense sono casi noti: la prima protegge l’IoT con intelligenza artificiale, la seconda ha inventato il “wifi sottomarino” partendo da Sapienza.
A sostenere questo fermento ci sono acceleratori come LVenture Group, fondi come Pi Campus, e una Regione che, con Lazio Innova, continua a investire in spazi, bandi e programmi per le imprese emergenti.
L’ecosistema startup romano, oggi, è tra i più tecnologicamente sofisticati d’Europa, e la cybersecurity è uno dei suoi verticali più vivaci.
Grandi aziende e centri di ricerca
Grandi nomi dell’industria come Leonardo, Telsy (TIM), Fortinet, ma anche le big della consulenza come Accenture, Deloitte, EY, KPMG, hanno scelto Roma per sviluppare, testare e offrire soluzioni nel campo della sicurezza digitale.
Molte di queste aziende collaborano attivamente con centri di competenza come Cyber 4.0 o il Laboratorio Nazionale CINI.
In questo modo si crea un flusso continuo tra ricerca, business e formazione: una catena del valore che potenzia tutto il sistema.
Eventi e comunità: non solo convegni, ma luoghi di scambio veri
Roma non è solo il palcoscenico naturale per i grandi eventi del settore – come Cybertech Europe, la Cyber Crime Conference o il Cybersecurity Summit – ma è anche una città dove la community cyber è viva tutto l’anno. Nei coworking, negli spazi pubblici, nelle università e nei luoghi dell’innovazione come la Casa delle Tecnologie Emergenti o gli Spazi Attivi di Lazio Innova, si incontrano studenti, professionisti, imprenditori, esperti.
Si fa rete. Si condividono pratiche. Si sperimentano nuove idee.
Progetti come CyberHack4AI o il programma Mind4Future coinvolgono decine di università, startup e aziende nel mettere mano concretamente a problemi reali. E sono proprio queste connessioni – spesso informali, ma sempre creative – a rendere l’ecosistema romano dinamico e umano al tempo stesso.
Scarica il report completo
Abbiamo raccolto tutto questo (e molto di più) in un report scaricabile gratuitamente: “L’Ecosistema romano della cybersecurity: protagonisti, aziende, università, scuole, startup, centri di ricerca”
- Una guida essenziale per chi si occupa di digitale
- Uno strumento utile per chi forma, progetta, investe o lavora nel settore
- Una mappa aggiornata dell’ecosistema più dinamico del Paese
L’appuntamento da non perdere
Cybersecurity Open Day, in collaborazione con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale
Talk, workshop, networking, orientamento. Un’intera giornata per capire come funziona davvero la sicurezza digitale… e come farne parte.
Martedì 16 settembre 2025 dalle 10
Casa delle Tecnologie Emergenti – Roma Tiburtina



