Perché un hackathon dentro Rome Future Week®?
Rome Future Week® è nata per aprire spazi di confronto sul futuro in tutte le sue dimensioni: tecnologia, cultura, lavoro, salute. In questo scenario, l’educazione ha un ruolo centrale. È lì che si formano le visioni e le competenze che guideranno ciò che verrà.
Abbiamo scelto la formula dell’hackathon come occasione concreta per far dialogare esperienze diverse e trasformarle in proposte utili.
L’obiettivo era chiaro: costruire insieme un Manifesto dell’Educazione del Futuro, partendo da chi vive la scuola ogni giorno e da chi porta stimoli dall’esterno.

Chi ha partecipato
Al laboratorio hanno partecipato oltre 40 persone: insegnanti, dirigenti scolastici, studenti universitari, ricercatori, esperti di innovazione, rappresentanti di associazioni e istituzioni.


Il confronto è stato arricchito da punti di vista diversi, che hanno permesso di approfondire i temi educativi da angolazioni pedagogiche, tecnologiche, istituzionali e sociali.
L’iniziativa è stata realizzata con il supporto di Little Genius International, IUL/INDIRE e il Festival dei Giovani: tre realtà che rappresentano ambiti complementari – la scuola che sperimenta, la ricerca accademica e la voce delle nuove generazioni.
I risultati: quattro principi chiave
Dai tavoli di lavoro sono emersi quattro elementi fondamentali per ripensare l’educazione:
1. Studenti protagonisti
Non destinatari passivi, ma persone in grado di orientare il proprio percorso e contribuire attivamente alla vita scolastica.
2. Tecnologia e innovazione al servizio dell’apprendimento
Le nuove tecnologie supportano didattica personalizzata, collaborazione e sviluppo delle competenze.
3. Docenti facilitatori di futuro
Supportati da strumenti, tecnologie e percorsi professionali mirati, per dedicarsi alla relazione educativa e guidare gli studenti.
4. Scuola come comunità educante
Intendere la scuola come spazio di relazione e collaborazione tra studenti, famiglie, docenti, istituzioni e territorio.
Dal manifesto alle azioni
Ai gruppi è stato chiesto di individuare proposte operative, che possano essere attivate fin da subito da una scuola o da una rete educativa.


Alcune delle azioni emerse:
- dedicare almeno il 30% del tempo settimanale ad attività laboratoriali e progettuali
- rilevare i bisogni formativi dei docenti su temi digitali e attivare piani brevi di aggiornamento
- istituire consigli degli studenti con un ruolo attivo nella definizione degli ambienti di apprendimento
- promuovere tavoli scuola–famiglie–istituzioni con obiettivi condivisi e verificabili
- semplificare procedure amministrative che rallentano l’adozione di metodologie innovative
- introdurre criteri di valutazione che tengano conto di partecipazione, competenze trasversali e impatto sociale
- condividere contenuti e buone pratiche all’interno di spazi digitali aperti e accessibili
Un punto di partenza
Education 5.0 Lab ha mostrato quanto sia utile mettere in relazione mondi diversi per generare visioni condivise e percorsi concreti.
Il Manifesto e le azioni emerse rappresentano un riferimento da cui partire. Possono essere messi in pratica, adattati alle esigenze locali, sviluppati all’interno delle realtà educative che vogliono sperimentare nuovi modelli.
Rome Future Week® continuerà a sostenere questo confronto, con l’idea che il futuro prenda forma anche grazie alla capacità di costruire spazi educativi aperti, coraggiosi e inclusivi.



