L’entusiasmo di Carlo Marzullo nei confronti dell’intelligenza artificiale e delle sue applicazioni nel campo del design è quasi tangibile. L’argomento lo accende e lo fa vibrare.
Dopo aver studiato presso l’Istituto Pantheon Design & Technology di Roma, Carlo ne è diventato l’art director; al tempo stesso, fa parte del team dei designer. E non ha dubbi: l’AI è una svolta, applicata alla creatività conduce a risultati che definire positivi è riduttivo. Controindicazioni? Sono poche. E dipendono esclusivamente dalle persone.
Di recente, l’Istituto Pantheon ha organizzato una masteclass dedicata proprio all’intelligenza artificiale creativa. Partiamo proprio dalle domande con cui l’avete presentata: l’AI una rivoluzione, un inganno o uno strumento?
Per noi è un tema molto importante. E lo dico subito: siamo entusiasti sotto ogni punto di vista. Più di qualcuno crede che l’AI possa rubare il lavoro ai creativi, noi la pensiamo in modo nettamente diverso. È uno strumento potente nelle mani di persone con pensiero critico.
Ne state parlando anche nelle scuole superiori romane.
Sì, abbiamo messo a punto una sorta di format e già affrontato queste tematiche presso 8-9 scuole. L’AI non dev’essere demonizzata. Questo strumento c’è e i giovani già lo usano abbondantemente.
L’avete già integrata nella vostra offerta formativa.
Esattamente. Ma senza alterare in alcun modo i nostri obiettivi e la nostra filosofia. L’Istituto Pantheon offre 4 corsi di laurea triennali: Design, Graphic Design, Game&Graphic Design, Applicazioni digitali per le arti visive. Il minimo comune denominatore è l’approccio al design: formiamo persone con una mente progettuale, forniamo gli strumenti analitico-critici necessari per esprimere al meglio la sensibilità estetica e intercettare i bisogni degli utenti. Mettere a punto progetti sostenibili e circolari. In questo quadro, l’intelligenza artificiale si inserisce perfettamente.
Per andare più nello specifico, proponiamo in primis l’Executive Master in Artificial Intelligence & Virtual Reality. Ma anche molti moduli del Master in Digital Marketing sono dedicati all’AI: gli studenti imparano, giusto per fare un esempio, come usarla nel copywriting per trovare parole diverse, sinonimi o per una corretta seo. E poi nel corso dell’anno organizziamo molti workshop, gratuiti e aperti a tutti.
In generale, durante le lezioni giù usate l’AI?
Sì. Anche perché i nostri insegnanti sono tutti professionisti e si occupano, tra l’altro, di ricerca e sviluppo. Capita spesso, per esempio, che portino in aula un nuovo tool e lo utilizzino con gli studenti.
La reazione dei ragazzi?
Sono tutti entusiasti, ansiosi di scoprirla ancora meglio. Nelle pause caffè si confrontano su conoscenze e scoperte. Si scambiano consigli, anche, soprattutto se frequentano corsi diversi. Per esempio, uno studente che fa game chiede qualcosa a uno studente di design o viceversa. Bello vederli così.
Come può l’AI essere concretamente utile per i creativi?
I modi possibili sono tanti. Tanto per cominciare, grazie all’AI si semplificano le tecniche e si accorciano i tempi. Faccio un esempio: per creare un sito web o un applicativo, prima, servivano settimane; adesso è sufficiente una giornata.
Ma l’intelligenza artificiale si rivela una preziosa alleata anche per quanto concerne la generazione di immagini, la sceneggiatura, il video making.
E nel caso di un game designer?
Il game designer, grazie all’AI, adesso ha la possibilità di sviluppare righe di codice in modo molto più semplice e rapido. Proprio servendosi di questi strumenti, riesce ad accorciare i tempi nettamente. Si crea un vero e proprio dialogo, il game designer parla con l’intelligenza artificiale. Deve essere bravo, però, a intercettare l’esperienza e definirne lo sviluppo. Questo va sottolineato: il progetto e lo sviluppo spettano sempre al creativo. La macchina esegue, ma noi dobbiamo sapere cosa chiedere e farlo nei modi giusti.
Ma l’AI può risultare utile in fase di progettazione?
Certo. Durante l’elaborazione di un progetto permette al creativo di dedicarsi al brainstorming in totale autonomia, anche senza che ci siano altre persone. Può essere di aiuto nella scrittura, nella correzione; aiuta a ragionare meglio sull’idea e mettere a fuoco più aspetti.
Però le competenze progettuali e le ‘competenze di pensiero’, definiamole così, restano fondamentali. Per dirla in maniera estremamente pratica e semplice: la macchina sa fare cose anche in riferimento ai progetti, ma io devo sapere come inserirle nei progetti stessi. Consideriamo inoltre che può succedere che dia informazioni sbagliate, quindi bisogna anche saper giudicare ciò che restituisce.
E per quanto riguarda lo sviluppo?
Può generare righe di codice, per tornare all’esempio del game designer. Non è più necessario scrivere da soli il codice di un game, si possono utilizzare strumenti AI. A patto di fornire istruzioni corrette e precise. In buona sostanza, sono tutti strumenti che – in questo momento storico – facilitano il lavoro. Ma non sostituiscono il creativo, lo ripeto una volta in più perché è un concetto fondamentale.
Passiamo ai grafici e al possibile utilizzo dell’AI.
In questo caso, il focus coincide ovviamente con le immagini. Anziché consultare le banche di immagini, il grafico può servirsi della generazione di immagini da parte dell’intelligenza artificiale. Che diventa molto utile soprattutto come reference. Non solo. Si hanno a disposizione strumenti di fotoritocco molto più facili e immediati, dall’utilizzo intuitivo: non serve una ‘mano tecnica’, fondamentalmente sono soltanto tasti.
Possiamo dire che il vero “segreto” è saper usare l’intelligenza artificiale?
Saper usare l’intelligenza artificiale è un mestiere, sotto molti punti di vista. Non si sostituisce al creativo e resta uno strumento, ma è necessario che il creativo la padroneggi. Che sappia cosa chiedere e cosa lasciarle fare. Solo in questo modo può davvero potenziare le sue stesse capacità e competenze.
Su determinate cose, là dove non arriva la mia tecnica c’è l’AI che mi supporta. Ma formulare un pensiero del tipo “non so fare una cosa e me la fa l’intelligenza artificiale”, invece, è un errore madornale.
Prossimamente l’Istituto Pantheon propone un altro appuntamento dedicato all’AI.
Il prossimo 9 giugno, presso la nostra sede, si terrà il workshop con il professore Roberto Faccenda sul videomaking con AI. Siete tutti invitati.
di Nadine Solano



