Rebel’s Brewery, giovane realtà romana nata nel 2016 e cresciuta intorno alla cultura della birra artigianale, è partner della quarta edizione di Rome Future Week®. Un incontro, quella tra RFW® e Rebel’s, che nasce da una visione condivisa sul potere trasformativo delle community come spazi di aggregazione e innovazione per il territorio, e sul valore positivo del cambiamento.
Durante la settimana dedicata al futuro, dal 21 al 27 settembre, sarà possibile degustare le birre Rebel’s in occasione degli eventi organizzati alla Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma.
Com’è iniziato il progetto di Rebel’s Brewery e chi c’è dietro?
Rebel’s nasce nel 2016 a Roma dalla passione di un gruppo di amici uniti dalla voglia di stravolgere il panorama della birra artigianale. Dietro al progetto c’è un team dinamico e affiatato che cura ogni dettaglio, dalla produzione alle grafiche, passando per la gestione del Tap Room & Garden. Con radici ben piantate nella capitale e lo sguardo sempre aperto alle novità, trasformiamo la nostra idea di convivialità in birre dal carattere unico.

Che birre vi piace produrre e da dove arrivano le vostre principali ispirazioni? Ci sono stili o tradizioni birrarie che avete come riferimento?
Amiamo produrre birre moderne, luppolate, fresche e ad alta bevibilità, come le nostre Lil Tropical o Parrot Invasion, IPA in stile West Coast. Ci ispiriamo alla creatività della scena craft contemporanea americana ed europea. Sperimentiamo continuamente con ingredienti selezionati per offrire prodotti espressivi, capaci di parlare sia agli appassionati più esigenti, sia a chi si avvicina per la prima volta al nostro mondo.
La sperimentazione ritorna continuamente nel vostro modo di raccontarvi, tanto che le One Shot fanno parte del vostro programma di ricerca e sviluppo. Dove sperimentate di più oggi e quanto spazio c’è ancora per innovare in un prodotto antico come la birra?
Con i prodotti One Shot abbiamo trovato il modo di sperimentare con nuovi ingredienti e nuove tecniche di produzione. Ad oggi sperimentiamo molto con nuovi formati di luppolo come ad esempio l’Incognito, un nuovo formato di luppolo liquido, ottenuto da estrazioni ad alta pressione che mantengono al massimo le proprietà organolettiche degli oli essenziali presenti nei fiori di luppolo.


Siamo convinti che vi sia sempre spazio per l’innovazione, anche nella birra in quanto prodotto sociale che cambia nel tempo, così come cambiano le necessità e i gusti dei consumatori.
Accanto al birrificio avete creato una Tap Room & Garden, un luogo di convivialità e condivisione. Che cos’è una taproom per chi magari non frequenta il mondo della birra artigianale e che ruolo ha avuto nella crescita della community di Rebel’s?
Le taproom nascono nei paesi angolosassoni come costola dei birrifici e luoghi dove poter provare il prodotto nel massimo della sua freschezza. Per noi la Tap Room & Garden è il luogo dove introdurre le persone nel mondo Rebel’s, a pochi metri dall’impianto di produzione. Il Garden, sin dal giorno zero, è stato il nostro spazio dove far incontrare la community e gli appassionati tramite l’organizzazione di eventi e serate con musica, dj e realtà food del territorio con cui collaboriamo.
Le vostre lattine si riconoscono subito: grafiche molto forti, mondi visivi diversi e nomi come Gold Teeth, Tropical Bomb, Parrot Invasion o Tempura Crunch. Come nasce l’identità di una nuova birra?
Producendo molte birre diverse, abbiamo diversi approcci nel realizzare l’identità delle birre. Alcune volte la base di partenza è la ricetta di una nuova birra e da quella costruiamo intorno un mondo di riferimenti legati agli ingredienti o alla tipologia di bevuta: un esempio sono sicuramente Tropical Bomb e Tempura Crunch che, con le loro identità, lasciano già intendere quale sarà la direzione di bevuta.


Altre volte, al contrario, partiamo da riferimenti culturali quotidiani o guardiamo a particolari nicchie che ci ispirano, da lì realizziamo una linea identitaria senza doverci legare al racconto del prodotto. Un esempio sono la Gold Teeth o la Parrot Invasion che vogliono creare un immaginario e ispirare il consumatore.
Rebel’s è un progetto molto legato a Roma, il birrificio è sull’Ardeatina e anche alcune vostre birre incorporano riferimenti alla città. Quanto entra Roma nel vostro modo di fare e raccontare la birra?
Sicuramente il focus principale è quello di essere un birrificio rilevante sul nostro territorio. Come realtà artigianale, siamo convinti che creare una community a livello locale completi un cerchio tra realtà produttiva e tessuto sociale nel quale si inserisce, creando uno scambio e arricchimento reciproco.
Quest’anno le birre Rebel’s arrivano anche a Rome Future Week®. Cosa vi ha convinto a entrare nella settimana dedicata all’innovazione e cosa c’è in comune tra il mondo di Rebel’s e quello di RFW?
Abbiamo notato un grande allineamento tra la visione di Rome Future Week® e la nostra di Rebel’s, ovvero lo sguardo rivolto verso il futuro, considerare il cambiamento un valore positivo e credere nel potere trasformativo delle comunità che aggregandosi portano innovazione. Come realtà giovane e del territorio non potevamo non partecipare!



