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Dimensione e condizione costitutiva degli aggregati organici, la (iper)complessità dei sistemi sociali e organizzativi è una complessità del tutto particolare, segnata da dinamiche non lineari e non riconducibili/riducibili alla sola applicazione di formule matematiche, algoritmi e/o sequenze di dati. Nonostante i profondi processi di trasformazione in atto, molte organizzazioni continuano ad essere ancorate a vecchi miti dell’efficienza e della razionalità e a sottovalutare i fattori sociali, relazionali, culturali, il benessereorganizzativo.
La dimensione sistemica, relazionale ed emergente dei sistemi complessi. L’urgenza di abitare** la complessità ci chiede, pertanto,di ripensare a fondo l’educazione, la formazione, la stessa ricerca scientifica, prendendo consapevolezza delle sfide epistemologiche e legate al sistema di pensiero, cercando di ricomporre la frattura tra l’umano e il tecnologico (cit.), andando oltre la separazione tra cultura e tecnologia.
Perché il futuro è e sarà delle “figure ibride” (Dominici,1995 e sgg.),dei manager della complessità, di coloro che sapranno scorgere nei confini, nelle tensioni e nelle distanze, delle opportunità. Aprendosi all’incommensurabile ed all’indeterminato, provando a costruire una “cultura dell’errore”, elemento di vitale importanza per qualsiasi processo di apprendimento e per la stessa conoscenza scientifica (ibidem). Tecnologia vs. Cultura à Tecnologia e Cultura àTecnologia è Cultura/e. Sintesi complesse.
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MIMASPAZIO Coworking
Via Gaetano Mario Columba, 18
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