21 - 27 Settembre 2026, Roma

Roma contesa: la città vissuta e la città visitata

Roma attrae come poche altre città al mondo. Ogni anno milioni di persone la scelgono per i suoi monumenti, i musei e la vita che pulsa nelle piazze. Questo movimento continuo porta ricchezza e visibilità, ma ridisegna anche il volto urbano e sociale della Capitale. Lo racconta con chiarezza il report Roma Contesa di IZILab, che fotografa una trasformazione in corso: la progressiva prevalenza della città visitata sulla città vissuta.

I numeri parlano da soli

Nel 2023 Roma ha registrato quasi 50 milioni di presenze turistiche. Una cifra enorme, che conferma il suo primato nazionale e che si accompagna a oltre 23 milioni di ingressi nei luoghi della cultura, pari al 21% del totale italiano. Ma la distribuzione di questi flussi è squilibrata: meno del 2% della superficie urbana, il centro storico di Roma, concentra più del 70% dei pernottamenti turistici e oltre la metà dell’offerta extralberghiera.

A questo si aggiunge un altro dato: la durata media del soggiorno. Chi sceglie gli hotel rimane a Roma per circa 2,4 giorni, chi opta per affitti brevi e case vacanza si ferma quasi il doppio, 4,7 giorni. Una presenza più lunga che incide sulla vita quotidiana dei quartieri e sul mercato immobiliare.

Cosa significa per chi abita la città

La concentrazione dei flussi turistici trasforma i rioni storici. Gli alloggi sfitti diventano Airbnb a Roma o altre forme di affitto turistico, le botteghe di quartiere lasciano spazio a negozi di souvenir, i canoni di affitto salgono e spingono fuori famiglie e giovani. È un effetto che il report descrive come spopolamento e desertificazione sociale: quartieri che perdono la loro funzione di comunità e diventano spazi quasi esclusivamente turistici.

Come racconta Euronews, diversi residenti descrivono l’overtourism come una piaga che ha cambiato il volto dei quartieri storici.

Lo stesso vale per la fruizione culturale a Roma. Quattro siti iconici – il Colosseo, il Pantheon, i Musei Capitolini e Castel Sant’Angelo – assorbono la maggior parte degli ingressi e degli introiti. Altri musei e luoghi, pur ricchi di valore storico, restano marginali, mentre i municipi periferici faticano a emergere. Il risultato è un paesaggio urbano che si polarizza: il centro diventa città vetrina, il resto della città resta in ombra.

Roma e le città del futuro

La sfida non riguarda solo la Capitale. Molte città europee vivono gli stessi effetti di overtourism o iperturismo. Le soluzioni che si stanno sperimentando parlano di regolamentazioni sugli affitti brevi, di ticket per accedere alle aree più fragili, di politiche di redistribuzione dei flussi turistici. Roma è parte di questo scenario e deve attrezzarsi per diventare un laboratorio di governance urbana innovativa.

Un esempio recente è la proposta di introdurre un ticket simbolico per accedere all’area della Fontana di Trevi, riportata da The Guardian.

Investire nei municipi periferici, promuovere circuiti di cultura di prossimità, usare i dati per monitorare gli ingressi e orientare i visitatori: sono leve che permettono di ridurre la pressione sul centro e restituire qualità alla vita dei residenti.

Roma ha l’opportunità di presentarsi non solo come capitale del turismo, ma anche come capitale della gestione urbana: una città del futuro che sa mettere al centro chi la abita ogni giorno, mantenendo al tempo stesso la sua forza attrattiva a livello internazionale. Ripensare il turismo in chiave sostenibile e inclusiva significa quindi utilizzare l’innovazione come strumento di equilibrio. 

È questo lo spirito che anima la Rome Future Week®, che trasforma la città in un laboratorio diffuso dedicato al futuro. L’esperienza del festival, quest’anno giunto alla sua terza edizione, ha mostrato quanto sia cruciale immaginare una Roma capace di innovare per diventare più inclusiva e sostenibile. 

Solo così la Capitale potrà continuare ad accogliere il mondo senza perdere la propria identità, trovando il giusto bilanciamento tra sviluppo economico e qualità della vita per chi la vive ogni giorno.

Per saperne di più…

È il processo attraverso cui interi quartieri si trasformano per soddisfare i flussi turistici, cambiando la loro funzione quotidiana e perdendo progressivamente servizi per i residenti.

Si concentrano nel centro storico: affollamento, aumento degli affitti, perdita di botteghe tradizionali e pressione su trasporti e rifiuti.

Nel 2023 sono state registrate circa 50 milioni di presenze turistiche, con oltre 23 milioni di ingressi nei luoghi della cultura.

Perché meno del 2% della superficie urbana raccoglie oltre il 70% dei pernottamenti turistici e più della metà dell’offerta extralberghiera.

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