Dal Quartiere Tiburtino, la storia di un Direttore che ha trasformato un centro di formazione in un ecosistema unico nel Paese

Nel Quartiere Tiburtino, dove nel 1957 il sogno di un’università del lavoro prese forma tra baraccopoli e case improvvisate, c’è un uomo che dal centro di formazione più innovativo d’Italia non se n’è più andato.
Pietro Papoff è il Direttore Generale di ELIS dagli anni ’90. Chi lo incontra capisce subito perché qui tutti lo descrivano con le stesse parole: uno sguardo profondo che scruta oltre le parole, una capacità di ascolto rara e un istinto naturale nel creare connessioni tra persone e idee. Non ha ancora finito di salutarti che sta già scrivendo email per metterti in contatto con qualcuno. È il suo modo di operare, il motore silenzioso di tutto quello che succede in questo luogo.
Il miracolo della “coopetition”
Il risultato più straordinario di Papoff porta un nome che lui stesso ha scelto: “coopetition”. Far andare d’accordo oltre 100 aziende — 129 organizzazioni per la precisione, tra grandi imprese, PMI, startup e università — in un consorzio dove competizione e cooperazione convivono. Un caso abbastanza raro ovunque. In Italia, quasi unico.
“La formazione professionale è la più alta forma di educazione”, spiega Papoff. “E spesso aiuta chi dalla scuola scappa.” Non è una frase ad effetto: è il principio operativo di un ecosistema che oggi conta oltre 500 persone in 25 unità organizzative, con una rete nazionale di scuole e un meccanismo di governance innovativo — ogni sei mesi un nuovo presidente del Consorzio viene scelto tra le aziende aderenti, portando visioni fresche e innovazione continua.
Chi ha lavorato con lui ne parla come di una forza trasformativa. Francesco Limone, fondatore di Humanistic ESG e speaker di Rome Future Week®, racconta che collaborare con Papoff in ELIS ha plasmato la sua stessa visione d’impresa: “È stato il luogo dove ho potuto vedere in pratica cosa significa mettere la persona al centro, non come slogan ma come metodologia quotidiana.”
Una comunità che respira innovazione
Ogni angolo di ELIS racconta una storia diversa. C’è un’officina Toyota Motor Italia dove i ragazzi imparano la manutenzione delle auto ibride, contribuendo anche a sostenere la scuola. C’è una scuola alberghiera che prepara pranzi e cene per le aziende del consorzio. C’è il corso di Ingegneria Digitale, sviluppato con il Politecnico di Milano. E da qui sono nate iniziative pionieristiche per l’alternanza scuola-lavoro e l’accelerazione di startup.
Ma l’innovazione più recente — e forse più rivoluzionaria — è il liceo TRED. Un liceo scientifico in rete con 27 scuole partner, da Siracusa a Piacenza, dove mille studenti costruiscono serre idroponiche, realizzano check-up energetici, progettano la mobilità sostenibile del loro quartiere. Al concorso Pi Greco di Siracusa, due classi TRED hanno sbaragliato 50 classi tradizionali, conquistando primo e secondo posto.
Il segreto? Una comunità di 320 professori tornati sui banchi per un anno intero, guidati da luminari come Daniela Lucangeli. “Prima il professore di scienze non parlava con quello di filosofia”, raccontano. “Ora sono una squadra.”
I numeri e quello che non raccontano
Il 98% dei diplomati ELIS trova lavoro. Quasi 12.000 giovani hanno iniziato qui la loro carriera. Presto arriverà il Centro Nazionale di Orientamento, un’innovazione destinata a essere unica nel suo genere, in una nuova straordinaria location sempre nel Quartiere Tiburtino.
Ma i numeri, per quanto impressionanti, non raccontano tutto. Non raccontano gli occhi brillanti dei ragazzi, l’energia dei docenti. Non raccontano lo spirito di un luogo dove “siamo tutti sulla stessa barca” non è uno slogan ma un modo di operare quotidiano: l’imprenditore che cerca talenti, il capo reparto che vede i veterani andare in pensione, i ragazzi che cercano la loro strada.
Una storia romana che parla al futuro
“Perché siamo italiani”, rispondono le imprese che hanno finanziato questi esperimenti. “E non possiamo restare indifferenti di fronte al bene dei nostri giovani.”
ELIS dimostra qualcosa che ci sta particolarmente a cuore: Roma non è solo la città eterna della storia e dell’arte. È anche un laboratorio vivo di innovazione sociale, educativa e imprenditoriale. E al centro di tutto c’è un uomo che, dopo trent’anni, continua a creare connessioni — una email alla volta.



