21 - 27 Settembre 2026, Roma

ChateauHack: quando scuola, impresa e innovazione si incontrano

Cosa succede quando un gruppo di studenti e studentesse viene invitato a pensare come una startup?

Succede che la scuola smette, almeno per un momento, di essere solo un luogo di apprendimento teorico e diventa uno spazio di sperimentazione concreta. Un laboratorio in cui le idee prendono forma, i ragazzi imparano a lavorare in gruppo, si confrontano con problemi reali e scoprono che l’innovazione non nasce soltanto dalla tecnologia, ma anche dalla capacità di osservare il mondo, immaginare soluzioni e costruirle insieme.

È questo lo spirito che ha animato ChateauHack, il primo hackathon organizzato in una scuola internazionale a Roma, ideato e promosso dall’ADALC, l’associazione degli ex-allievi del Lycée Chateaubriand de Rome.

Finanziato nell’ambito del dispositivo STAFE dello Stato francese, il progetto è stato realizzato con il sostegno del Consolato di Francia a Roma, di Google Developer Student Clubs / Excode e con il prezioso supporto del professore di tecnologia Pascal Grabit. A seguire i ragazzi sono stati Giovanni Balestrieri, Gabriele Crociani, Lorenzo Satta e Chris, in collaborazione con la comunità degli anciens élèves dell’ADALC. Nella settimana successiva all’evento, oltre 200 ex alunni sparsi in tutto il mondo avranno inoltre la possibilità di votare online i progetti migliori, rafforzando così il legame tra gli studenti di oggi e la comunità internazionale degli anciens del Lycée.

L’iniziativa, realizzata con la partnership di Rome Future Week®, ha coinvolto studenti e studentesse in un percorso dedicato al coding, alla creazione di progetti digitali e allo sviluppo di idee imprenditoriali.

Un’esperienza che ha unito educazione, creatività e cultura d’impresa, mostrando come anche i più giovani possano avvicinarsi al mondo dell’innovazione attraverso un approccio pratico, collaborativo e stimolante.

Un progetto educativo, ma anche imprenditoriale

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato Fabrice Maiolino, Console Generale di Francia a Roma, che ha definito l’evento “fantastique” proprio per la sua capacità di tenere insieme due dimensioni spesso considerate separate: quella educativa e quella imprenditoriale.

Da una parte, infatti, gli studenti hanno potuto avvicinarsi al coding, alla progettazione digitale e alla creazione di siti o applicazioni. Dall’altra, questo apprendimento non è rimasto astratto, ma è stato orientato verso una finalità concreta: immaginare un progetto, dargli una forma, ragionare sulla sua utilità e presentarlo come una vera idea d’impresa.

È qui che ChateauHack diventa qualcosa di più di un semplice laboratorio tecnologico, perché non si tratta soltanto di imparare a usare strumenti digitali, ma di comprendere come quegli strumenti possano servire a rispondere a un bisogno, raccontare una visione, costruire un servizio, generare valore.

In questo senso, l’esperienza ha permesso ai ragazzi di misurarsi con alcune delle competenze centrali del futuro: pensiero critico, lavoro di squadra, capacità di progettazione, comunicazione, creatività applicata e consapevolezza tecnologica.

La voce degli studenti: imparare facendo

Tra i protagonisti dell’iniziativa c’è Sara Rocchi, studentessa del secondo liceo allo Chateaubriand. Per lei, ChateauHack è stata la prima occasione per confrontarsi con un progetto di impresa così concreto.

“È stata la prima volta che abbiamo lavorato su un progetto di questo tipo”, ha raccontato. “È stata davvero una bella esperienza”. Il punto più interessante della sua testimonianza riguarda però ciò che ha imparato sul processo di creazione di un’idea imprenditoriale. Secondo Sara, prima ancora della tecnologia o della singola intuizione, conta la qualità del gruppo. Per sviluppare un progetto serve un team deciso, motivato e allineato intorno a un’idea comune e precisa. In altre parole, bisogna imparare a costruire insieme.

L’idea: un’app per scoprire il mondo attraverso le ricette

Il progetto sviluppato dal gruppo di Sara parte da un’intuizione molto interessante: usare il cibo come strumento di scoperta culturale.

Gli studenti hanno immaginato un’applicazione basata su una cartina geografica interattiva, capace di far conoscere ricette alimentari provenienti da diversi Paesi del mondo. L’utente può esplorare luoghi, tradizioni gastronomiche e piatti tipici, ma anche inserire ingredienti in una barra di ricerca per generare nuove ricette.

È un’idea che mette insieme cultura, tecnologia e creatività, in una dimensione geografica e interculturale. Il valore educativo di un progetto come questo sta proprio nel lavorare non tanto su una funzione tecnica, ma su un’esperienza, immaginando un utente, un bisogno, un’interfaccia, un contenuto, un meccanismo di ricerca e una possibile utilità.

Francia, innovazione e giovani imprenditori

ChateauHack si inserisce anche in una cornice più ampia: quella del rapporto tra educazione, innovazione e imprenditorialità giovanile.

Il Console Generale Fabrice Maiolino ha ricordato come in Francia esista da anni una politica molto forte per attrarre giovani imprenditori e favorire lo sviluppo di nuove imprese, soprattutto nel settore delle tecnologie. Un esempio simbolico è Station F, il grande campus parigino dedicato alle startup, diventato un punto di riferimento internazionale per chi lavora nell’innovazione e nell’imprenditorialità digitale.

Ma l’aspetto più interessante, in questo caso, è il ponte con l’Italia. Maiolino ha sottolineato che anche l’Ambasciata di Francia a Roma lavora con partner italiani per costruire sinergie franco-italiane nel settore delle nuove tecnologie. 

Il Lycée Chateaubriand come spazio vivo di apprendimento

Un altro elemento centrale del racconto è il luogo. Il Lycée Chateaubriand è stata sede dell’iniziativa, ma anche parte integrante della sua identità. È uno spazio educativo internazionale, inserito nel cuore di Roma, in cui culture, lingue e percorsi diversi si incontrano quotidianamente.

Il Lycée Chateaubriand di Roma nasce nel 1903 per offrire ai figli delle famiglie francesi e straniere presenti in città un percorso educativo fondato sui programmi scolastici francesi. La sua storia si intreccia in modo particolare con Villa Strohl-Fern, entrata a far parte del Lycée nel 1958, dopo essere stata lasciata in eredità allo Stato francese dal conte Alfred Wilhelm Strohl-Fern. 

Pittore francese di origine alsaziana, Strohl acquistò la villa alla fine dell’Ottocento e la trasformò in un luogo aperto alla creazione, costruendo padiglioni destinati a ospitare una vera colonia di artisti residenti. Tra gli altri, vi passarono figure come Rainer Maria Rilke, Francesco Trombadori e Lorenzo Guerrini. Oggi questo patrimonio assume un valore ancora più interessante: uno spazio nato per accogliere artisti, idee e linguaggi diversi è diventato anche un luogo di formazione internazionale, dove studenti francesi e italiani crescono in un ambiente che unisce scuola, cultura, creatività e apertura al mondo.

E oggi l’istituto continua in quel solco, e dimostra che quando gli studenti sono messi nelle condizioni di sperimentare, progettare e presentare le proprie idee, la scuola diventa un ambiente molto più vicino al mondo reale, per aiutare i ragazzi a comprendere meglio come funzionano i processi, le relazioni, le decisioni e le responsabilità.

Una prima edizione che guarda già al futuro

ChateauHack ha mostrato il potenziale di un format capace di avvicinare i giovani all’innovazione in modo concreto, accessibile e coinvolgente. Ha permesso agli studenti di confrontarsi con la logica dell’impresa, ma anche con il valore della collaborazione, della tecnologia e della creatività applicata.

In un tempo in cui si parla spesso di competenze digitali, intelligenza artificiale, startup e futuro del lavoro, esperienze come questa hanno un merito particolare: rendono questi temi tangibili. Li portano dentro la scuola. Li mettono nelle mani degli studenti. Li trasformano in progetti, domande, prototipi e presentazioni.

E soprattutto mostrano che l’imprenditorialità non è solo una questione economica. È un modo di guardare il mondo, riconoscere opportunità, affrontare problemi e costruire soluzioni insieme agli altri.

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