Francilla Ronchi è un’artista e creative director che ha fatto della contaminazione culturale la cifra distintiva del suo percorso. Dopo gli anni a New York, ha portato in Italia un approccio internazionale e radicale, fondando progetti come CORETERNO – insieme a Michelangelo Brancato – e Spaghetti Against the Apocalypse. Il suo lavoro intreccia simboli antichi e immaginari apocalittici con linguaggi visivi contemporanei, esplorando il dialogo costante tra passato e futuro.
Hai iniziato il tuo percorso a New York e poi l’hai portato in Italia, dando vita a progetti come CORETERNO e Spaghetti Against the Apocalypse. Quanto ha contato, nella tua visione creativa, questa doppia appartenenza culturale? E in che modo ha influenzato il tuo modo di fare innovazione?
Che bella domanda! Allora io amo l’Italia e amo essere italiana, ma ho sempre guardato “fuori”. Fin da piccola sono sempre stata curiosissima, ho sempre amato sperimentare ed e stato naturale per me, quasi necessario direi, andare via dall’Italia per capire e conoscere davvero cosa c’era dall’altra parte del mondo.
Sono convinta che non ci possa essere nessun futuro se non si è consapevoli del proprio passato, ecco perché la mia visione creativa si è ampliata e continua a crescere sempre di più proprio anche per avere fatto questo tipo di esperienza.
New York mi ha dato velocità mentale, capacità di problem solving estrema, grandi connessioni, idee folli che ti vengono ogni volta che camminando per strada o nella metro vedi persone, look, situazioni, ascolti discorsi. È come un master di vita che tutti dovrebbero fare almeno una volta! Mi ha insegnato a credere che davvero le idee si possono realizzare se lavori come una pazza e ci credi. Mi ha allargato la mente.
Le tue creazioni mescolano simboli antichi, estetiche retrò e immaginari apocalittici con un linguaggio visivo molto contemporaneo. Come vivi questo dialogo tra passato e futuro? Guardare indietro è, secondo te, una parte fondamentale dell’innovazione?
Passato e futuro sono imprenscindibili. Chi dimentica il passato sarà sempre in difetto e in difficoltà. Il futuro prende vita dal passato per creare davvero l’innovazione.
Oggi si parla spesso della creatività come di una delle skill più importanti per affrontare il futuro. Cos’è, per te? E come può diventare una forza capace non solo di creare oggetti o esperienze, ma di immaginare nuovi scenari e nuove possibilità?
I prossimi anni saranno sconvolgenti, cambierà tutto, e solo chi avrà l’onestà intellettuale e l’intelligenza per capirlo “vincerà”, per così dire. La creatività, l’intuito, diventerà sempre più fondamentale per gestire il futuro che ci aspetta e solo chi continuerà a coltivarla e a farla crescere potrà ottenere anche il meglio dalle nuove forme di intelligenza artificiale che faranno parte della nostra quotidianità.
L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente anche il mondo dell’arte e del design. Tu come vivi questo cambiamento? Pensi che l’IA possa amplificare la creatività umana o vedi dei rischi per l’originalità e l’unicità del processo creativo?
I rischi ci sono e sono anche molto grandi e spaventosi. Ma il mondo sta cambiando e non possiamo girarci dall’altra parte. La massa delle persone purtroppo utilizzerà queste tecnologie in modo passivo e il risultato sarà devastante a livello creativo e umano. Ma chi invece manterrà uno spirito critico, insieme alla creatività personale, potrà dare qualcosa di davvero nuovo anche al mondo dell’arte.
Rome Future Week® mette al centro l’innovazione nella Capitale. Secondo te, che ruolo ha oggi Roma nel panorama creativo e innovativo? E quali sono, invece, le potenzialità ancora inespresse della città dal punto di vista artistico e/o culturale?
Roma è un amore grande, per tutti. È la storia, l’arte, la cultura, la meraviglia. Ma proprio perché è cosi “tanta roba” è diffide da gestire, da manovrare, è pesante. A volte ti schiaccia, è lenta, e diciamo che è un po’ questo il suo problema. Però devo ammettere che sta cambiando e spero che continui su questa strada per poter essere più accessibile e più performante sotto tutti i punti di vista.



