16 - 22 Settembre, Roma

Frontiere, il polo tecnologico romano al servizio delle aziende. Intervista al CEO Alfredo Adamo

A Roma, nel cuore del quartiere Prati, ha aperto appena un anno fa Frontiere, hub innovativo di consulenza e formazione per le aziende che ha l’obiettivo di accelerare la digital transformation attraverso le tecnologie di nuova generazione. 

Frontiere sarà sponsor della Rome Future Week 2024 e con l’occasione abbiamo intervistato il CEO Alfredo Adamo, per conoscere meglio l’azienda e il ruolo che ricopre nel panorama dell’innovazione a Roma, con uno sguardo finale sui progetti in cantiere e il suo coinvolgimento nella seconda edizione della Rome Future Week. 

Frontiere è un polo di consulenza tecnologica che ha aperto a Roma nel 2023. Da dove nasce l’esigenza di creare un centro per l’innovazione nella Capitale?

Alfredo Adamo, Chief Executive Officer di Frontiere

L’apertura di Frontiere risponde a una sempre maggiore esigenza di supportare e accelerare la digitalizzazione delle aziende attraverso tecnologie di nuova generazione. Roma è stata scelta come sede principale per creare un ponte tra Nord e Sud Italia e favorire l’interazione tra diverse aree geografiche, potenziando l’ecosistema innovativo del paese​ e, numeri alla mano, perché il Lazio è oggi campione di investimenti in Digital Transformation, con un +12% rispetto alla media nazionale (Dati Assintel 2024). Roma, oltre ad essere culla e motore del Made in Italy, è sede di aziende che credono fortemente nel cambiamento che dà slancio al business e che contribuisce a un fondamentale mutamento culturale nel substrato imprenditoriale nazionale.

Avete scelto una parola evocativa che richiama immagini di confini, limiti, esplorazioni e possibilità di superare barriere. Quale messaggio c’è dietro il nome di Frontiere?

Il nome “Frontiere” pone l’accento sui nuovi confini da esplorare e superare, sulle nuove e sfidanti possibilità che la tecnologia odierna mette a disposizione. “Frontiere” di Asimov, già trent’anni fa, anticipava il messaggio: “una finestra sul futuro che consente di dare una prima occhiata alle meraviglie del domani”. Frontiere è tutto questo ma soprattutto è quel che verrà dopo: rappresenta il nostro impegno nell’utilizzare tecnologie avanzate per affrontare sfide complesse e migliorare concretamente la vita delle persone.

L’essere umano è il soggetto guida del progresso innovativo, l’unico abilitato al superamento delle frontiere grazie alle new technology. Motivo per cui, crediamo strenuamente in un ecosistema dell’innovazione incardinato sui concetti di Human-in the loop (HITL) e Society-in-the loop (SITL) e siamo partner e co-founder del progetto Re-humanism, che da anni indaga il rapporto tra cultura umanistica e cultura scientifica, con un focus principale sulla ricerca sull’intelligenza artificiale legata al mondo dell’arte contemporanea: il Re:humanism Art Prize offre agli artisti l’opportunità di esporre le proprie opere e riflettere sulla natura e le conseguenze del progresso tecnologico.

Di cosa vi occupate nello specifico e quali sono le tecnologie che utilizzate per supportare le aziende? 

Frontiere si occupa di consulenza tecnologica, supporta, semplifica e abilita l’accesso delle aziende alle tecnologie di nuova generazione, offrendo soluzioni avanzate basate su Intelligenza Artificiale, Data Strategy, IoT, Blockchain ed Extended Reality.

Il nostro know-how include inoltre soluzioni per la mobilità sostenibile, applicazioni enterprise ed ecosistemi per l’automazione avanzata (hyper automation)

Collaboriamo costantemente con Università e Centri di Ricerca, al fine di garantire formazione continua e aggiornamento costante delle competenze che mettiamo a disposizione di medie e grandi imprese.

Il Network Alan Advantage con alcune decine si startup tecnologiche di cui Frontiere stessa fa parte, è essenziale per il completamento della filiera del valore dell’Innovazione di Frontiere.

Il team di Frontiere vanta una squadra di numerosi professionisti dell’innovazione con esperienze diverse alle spalle. Chi sono i protagonisti, a partire dai founder?

Frontiere nasce dalla storia di imprenditori che vivono da protagonisti il mercato dell’innovazione e dell’ICT da oltre venticinque anni. 

Alfredo Adamo è il Chief Executive Officer di Frontiere. Ha una lunga esperienza nel settore della consulenza strategica e della tecnologia. Prima di co-fondare Frontiere, Alfredo ha avuto ruoli di leadership in diverse società tecnologiche, contribuendo significativamente alla loro crescita e innovazione. La sua carriera è caratterizzata da una forte enfasi sull’innovazione e lo sviluppo tecnologico​. 

Ciro Romano è il Chief R&D Officer di Frontiere, nonché Chief Technology Officer di una startup IOT Sensoworks. Con una solida formazione in ingegneria elettronica ed esperienza come architetto di sistemi e consulente per applicazioni Telco, è stato il CEO di diverse aziende di sviluppo software.

Gianfranco Iannello è il Chief Revenue Officer di Frontiere. La sua esperienza si concentra nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia e nella gestione delle entrate. Gianfranco ha esperienza nella creazione di prodotti e servizi di alta qualità, mirati a offrire un’esperienza unica ai clienti, contribuendo al successo del Made in Italy anche nel settore delle tecnologie di frontiera.

Il Board si estende ad altre figure chiave nel successo dell’azienda:

Mario Stefanutti è il Chief Technology Officer (CTO) di Frontiere. Con una solida esperienza nel settore IT, Mario è responsabile della supervisione delle strategie tecnologiche dell’azienda, garantendo l’innovazione continua e l’efficienza operativa. Nella sua carriera Mario ha ricoperto ruoli chiave in diverse aziende tech; il suo percorso professionale è caratterizzato da una forte competenza in sviluppo software, gestione di progetti complessi e implementazione di tecnologie emergenti.

Il team di Frontiere

Noemi Adamo è Chief Experiences Officer (CXO) di Frontiere. Noemi è stata CEO di una startup di Marketing Automation, dove ha acquisito una vasta esperienza nella gestione delle esperienze utente e nella promozione dell’innovazione. La sua formazione e il suo background professionale le hanno permesso di sviluppare competenze chiave nel design di esperienze digitali e nella gestione strategica delle relazioni con i clienti.

Andrea Capitani, VP  of Sales presso Frontiere, ha un ricco background professionale nel settore delle vendite. La sua carriera è caratterizzata da un focus sulla crescita delle vendite, l’espansione del mercato e la costruzione di relazioni solide e durature con i clienti.  La sua esperienza include ruoli significativi in diverse aziende dove ha sviluppato e implementato strategie di vendita efficaci, guidando team di vendita verso il raggiungimento di obiettivi di revenue ambiziosi.

Giampaolo Fiorentino è il Chief AI & Data Strategy Officer di Frontiere. Giampaolo ha una vasta esperienza nella gestione e implementazione di soluzioni basate sull’IA e sull’analisi dei dati. Ha lavorato in vari ruoli strategici che includono la gestione del cambiamento, l’analisi aziendale e la governance IT. Inoltre, ha partecipato a partnership pubbliche e private per lo sviluppo di tecnologie 5G.

Silvia Adamo ricopre il ruolo di People and Culture Manager presso Frontiere. Con un ampio  background in psicologia applicata ai contesti del lavoro e della salute e nel Design Thinking, Silvia ha accumulato esperienza nella gestione delle persone, sviluppo organizzativo e miglioramento continuo dei processi aziendali, lavorando in contesti che combinano tecnologia e crescita personale dei dipendenti in startup e PMI.

Cosa significa per voi fare innovazione e portarla all’interno delle organizzazioni? Qual è il vostro “metodo”?

L’innovazione è tale solo quando è realmente accessibile, la nostra mission è chiara: vogliamo eliminare le barriere interne ed esterne alle aziende, riducendo i tempi di accesso alle nuove tecnologie grazie al nostro network, eliminando i costi di ingresso necessari per introdurre le nuove tecnologie digitali nel business.

Costruiamo percorsi di innovazione adeguati al grado di maturità digitale delle aziende, mediante programmi collaudati di adozione e governance.

Fare innovazione significa in primis integrare tecnologie avanzate per rendere le aziende più agili, intelligenti, sostenibili e competitive ma, non di meno, vuol dire stimolare la contaminazione tra alta tecnologia e professionalità del mondo dell’arte, del design e della cultura in generale: le convergenze di questi settori sono da sempre alla base di tutto quanto di buono e bello il nostro paese produce ed esporta in tutto il mondo con orgoglio. 

Il nostro metodo prevede la collaborazione con un ampio network di innovatori, startup e centri di ricerca, e l’adozione di un approccio sostenibile e umanistico all’innovazione. Siamo promotori del modello culturale dell’Open Innovation, grazie al quale siamo in grado di orchestrare attività di consulenza in ambito pubblico e privato finalizzate all’innovazione e alla crescita, allo scouting e alla valutazione di tecnologie innovative e all’innovazione di processo e/o di prodotto.

Grazie a un approccio “Pilot to Scale”, testiamo e sviluppiamo nuove idee, prodotti o servizi prima di implementarli in modo diffuso. Lanciamo una versione limitata o pilota del prodotto o del servizio in un ambiente controllato, raccogliamo dati e feedback importanti per migliorare e ottimizzare il prodotto o il servizio, per poi lanciarlo su larga scala.

Utilizziamo tool e strumenti che favoriscono la collaborazione e la cooperazione tra tutti gli attori della filiera dell’innovazione.

Il nostro approccio si basa sui principi dello Human Centered Design (HCD): progettiamo e sviluppiamo soluzioni che rispondano alle esigenze, alle preferenze e alle capacità degli utenti, grazie a una comprensione profonda dei loro bisogni e delle loro aspettative degli utenti. Ci sforziamo quotidianamente di creare soluzioni che siano facili da usare, intuitive e soddisfacenti dal punto di vista emotivo.

Quali sono i valori che vi guidano e quali, secondo voi, dovrebbero ispirare la cultura dell’ecosistema innovativo?

Riteniamo che i nostri valori fondanti siano propedeutici al mantenimento di un ecosistema innovativo sano. Innovazione sostenibile, integrazione di competenze umanistiche e tecnologiche, miglioramento continuo attraverso la formazione, un’innovazione etica e centrata sull’essere uomano e che incorpori il senso estetico e il gusto del Made in Italy sono tutti concetti che perdono di senso se le nostre persone e i nostri partner e clienti non credono fortemente in valori come: rispetto, fiducia, coraggio, crescita, benessere, trasparenza, inclusione e lavoro di squadra.

La nostra realtà applica quotidianamente i più alti standard di sostenibilità sia nei processi interni che nell’erogazione di prodotti e servizi ai clienti finali.

Ci sono dei progetti innovativi particolarmente sfidanti a cui state lavorando che volete condividere con noi? 

Ogni nostro progetto è innovativo per DNA ma, senza dubbio, quello più sfidante e ambizioso, che portiamo avanti da un anno parallelamente al lavoro quotidiano di guida e supporto per le aziende che intendono abbracciare la digital transformation, è l’apertura di un Design Center Reumanistico a Roma, che integrerà competenze tecnologiche e umanistiche per sviluppare soluzioni estetiche e innovative, in linea con la nostra Vision, la nostra Mission e il nostro set valoriale. 

Cosa vi ha spinto a diventare sponsor della Rome Future Week 2024? Come vivrete la II edizione dell’evento?

La leva primaria che ci spinge ad abbracciare progetti e sponsorship è sempre legata alle persone che stanno dietro alle idee: la Rome Future Week dello scorso anno ci ha permesso di conoscere professionisti di altissimo livello umano e professionale, a partire dai founder e dal team di RMW fino alle decine di realtà corporate incrociate durante l’evento 2023.

La formula dell’evento diffuso ha scardinato il format del classico evento innovativo tipico della realtà romana e milanese, proponendo un framework nuovo, ingaggiante, sostenibile ed efficace per il networking di alto livello. 

Abbiamo voluto premiare il coraggio (e i risultati) di chi ha messo in campo una proposta disruptive, in un settore che riteniamo debba essere avanguardia di innovazione e cambiamento. 

Le aspettative legate alla seconda edizione sono altissime, attendiamo il 16 settembre con entusiasmo e curiosità, pronti a vivere da protagonisti una settimana ricca di eventi su innovazione e futuro.

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