21 - 27 Settembre 2026, Roma

Imprenditore Non Sei Solo: quando fare rete può salvare una vita

Un errore, una crisi, la solitudine che spesso accompagna chi prova a costruire qualcosa da zero. Da questa esperienza personale nasce Imprenditore Non Sei Solo, l’associazione fondata da Enrico Tosco per offrire supporto concreto e gratuito agli imprenditori in difficoltà. Oggi INSS conta oltre 300 volontari in tutta Italia, un percorso formativo personalizzato e una rete che mette al centro il valore umano, prima ancora di quello economico.

Tosco è un giovane imprenditore con un passato nel settore estetico, una lunga esperienza nel marketing e una visione chiara: fare impresa non deve significare affrontare tutto da soli. Dopo aver gestito un centro benessere e ricoperto ruoli dirigenziali in multinazionali del marketing, ha fondato anche Reting, società specializzata nello sviluppo di reti in franchising.

In questa intervista, ci ha raccontato la sua storia, le “mutazioni” che dal suo punto di vista hanno interessato l’imprenditoria italiana negli ultimi anni e perché, secondo lui, il futuro appartiene a chi sa fare sistema e chiedere aiuto.

Enrico, ci racconti cosa ti ha spinto a fondare Imprenditore Non Sei Solo nel 2018?

Enrico Tosco, founder di Imprenditore Non Sei Solo

L’associazione Imprenditore Non Sei Solo nasce da una ferita personale. Nel 2012 ho vissuto uno dei momenti più difficili della mia carriera: la chiusura del mio primo ciclo imprenditoriale, un centro estetico a Roma. Come tanti imprenditori locali, ho commesso errori comuni: non guardare i numeri, non gestire correttamente il personale, delegare troppo senza strutturare la governance. Mi sono ritrovato a gestire una crisi aziendale profonda, con debiti, buste paga non pagate e consulenti che pretendevano parcelle, mentre io non avevo più nulla.

In quel momento mi sono sentito completamente solo. Ho “sbattuto la testa contro il muro” fino a farmi male. Non avevo appoggi, nessuno con cui confrontarmi. Sono tornato a vivere da mia madre, nel letto della mia adolescenza, e da lì – con un motorino e un’idea – ho iniziato a risalire, saldando quasi 80mila euro di debiti. Imprenditore Non Sei Solo nasce per fare in modo che nessuno debba affrontare quel dolore da solo.

Negli ultimi anni, quali sono state le principali mutazioni che hai osservato nel panorama imprenditoriale italiano?

Due sono i grandi cambiamenti: il primo riguarda le risorse umane, il secondo l’impatto tecnologico.
Dal punto di vista delle persone, oggi – anche a causa della pandemia – è sempre più difficile trovare e trattenere collaboratori. Le nuove generazioni cercano un diverso equilibrio tra vita e lavoro, dando priorità alla qualità della vita. Non è vero che “i giovani non hanno voglia di lavorare”. È un errore grossolano. Semplicemente, il loro approccio è diverso dal nostro: per loro il lavoro è una parte della vita, non il centro assoluto.

Il secondo elemento è la transizione tecnologica. Molte aziende non hanno ancora adottato strumenti base come gestionali o CRM. Questo è un limite enorme, perché la tecnologia oggi è leva di produttività anche per attività molto tradizionali. Chi non si adegua resta indietro, schiacciato da inflazione e carenza di manodopera.

Qual è il rapporto tra INSS e la città di Roma? Come si inserisce la capitale nelle attività dell’associazione?

Roma è una delle due città fondanti dell’associazione, insieme a Bologna. Qui ho dato vita alla prima sede operativa. Roma ha un’imprenditorialità particolare, fatta di aziende familiari, botteghe, piccole realtà che rappresentano l’anima produttiva del nostro Paese.

Nel tempo, Roma ci ha dato tanto, anche dal punto di vista istituzionale: collaboriamo con Biblioteche di Roma per attività gratuite di divulgazione e formazione, e con diversi municipi per aprire sportelli dedicati agli imprenditori in difficoltà.

Roma, con la sua energia creativa ma anche le sue contraddizioni, rappresenta perfettamente il tipo di impresa che vogliamo aiutare.

In che modo INSS fornisce supporto concreto agli imprenditori in difficoltà?

Noi non diamo il pesce, insegniamo a pescare. Non eroghiamo denaro né bandi, ma offriamo competenze e accompagnamento. Crediamo che chiunque abbia aperto un’attività abbia qualcosa di buono da salvare.
Il nostro metodo è rigenerativo, non assistenziale. Accompagniamo l’imprenditore nel rimettere ordine nei fondamentali: numeri, personale, marketing, vendite. Lo facciamo con volontari esperti che hanno già vinto le stesse sfide. È un modello di impresa che aiuta l’impresa, di pari che si tendono la mano.

Hai fondato anche Reting, una società specializzata nello sviluppo di reti in franchising. Come vedi il ruolo del franchising nelle mutazioni del mercato attuale?

Il franchising è una risposta concreta alle sfide del mondo moderno. Chi ha un’attività locale oggi è in crisi: lavora 12 ore al giorno, ha margini risicati, poca formazione, pochi strumenti. Il franchising permette di scalare senza perdere l’anima, di restare piccoli ma con il supporto di una rete.

In Italia siamo bravissimi nella bottega, ma spesso manchiamo nella gestione. Il franchisor, se fa bene il suo lavoro, può diventare formatore e guida. E questo apre la porta anche alle nuove generazioni che vogliono fare impresa, ma non vogliono sentirsi sole. Il franchising, se fatto bene, è il ponte tra la tradizione artigiana italiana e la nuova economia collaborativa.

Partecipi alla Rome Future Week®, un evento dedicato all’innovazione e al futuro. Qual è la tua visione sul futuro dell’imprenditoria italiana?

Il futuro dell’imprenditoria italiana sarà sempre più segnato dalla capacità di fare rete. Il nome “Imprenditore Non Sei Solo” non è solo un nome, è una visione. Chi vorrà farcela da solo, senza condividere, senza confrontarsi, sarà sempre più in difficoltà. Chi invece saprà unirsi, aprirsi, imparare dagli altri, avrà un futuro prospero.

La vera innovazione non è solo tecnologica, è culturale: uscire dalla logica dell’uomo solo al comando, e costruire invece una comunità imprenditoriale solidale e proattiva.

Quale messaggio vuoi lanciare agli imprenditori che stanno affrontando momenti difficili?

Il messaggio è semplice: la forza per risollevarvi è già dentro di voi. Non esistono salvatori esterni. Serve responsabilità, lucidità e il coraggio di chiedere aiuto. Affidatevi a chi ha già affrontato le vostre stesse difficoltà. Cercate confronto, non isolamento. Da soli non si può fare tutto. Ma con l’aiuto giusto, si può ripartire. Noi siamo qui proprio per questo: per tendere la mano, e accompagnarvi a riprendervi la vostra impresa, la vostra vita, la vostra dignità.

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