16 - 22 Settembre, Roma

Innovazione e scrittura. Dalla Svezia il monito di riprendere in mano la penna

A volte innovare significa riprendere qualcosa di importante che abbiamo perduto.

La scrittura rivela ciò che siamo, a partire dalla firma con cui, come ha affermato Roland Barthes, avviene una cosa straordinaria: la scrittura “diventa l’espressione di un’identità e il segno di una proprietà”.

Con l’era di internet però anche nelle scuole c’è stato un allineamento generale sulla scrittura digitale e questo ha portato sempre più a un allontanamento dalla grafia a mano preferendo quella computerizzata, che sia con l’uso di uno smartphone, di un tablet o di un pc.

A settembre di quest’anno un’inversione di tendenza, però, arriva dalla Svezia che intende ridimensionare la digitalizzazione dell’istruzione favorendo il ritorno al libro stampato e alla scrittura manuale, prevedendo l’abolizione completa dell’apprendimento digitale per i bambini sotto i sei anni.

«Esistono prove scientifiche evidenti del fatto che gli strumenti digitali compromettano anziché migliorare l’apprendimento», secondo il Karolinska Institute, una scuola svedese di medicina focalizzata sulla ricerca. «Crediamo che bisognerebbe focalizzarsi sull’acquisizione delle conoscenze attraverso libri di testo stampati e competenze degli insegnanti, piuttosto che attraverso fonti digitali liberamente disponibili di cui non è stata controllata l’accuratezza».

E un monito arriva anche dall’Unesco che ha lanciato un «appello urgente per un uso appropriato della tecnologia nell’istruzione»: sì a scuole interconnesse ma no a sostituire la formazione a esperienze puramente digitali e a distanza.

Fabio Celi, psicologo clinico, psicoterapeuta e docente di Psicologia clinica all’Università di Pisa riferisce che «esistono ricerche che analizzano gli effetti della scrittura a mano su determinate strutture cerebrali, altre che esaminano le conseguenze sull’apprendimento, la riflessione, il coordinamento oculo-manuale. La tendenza è però la stessa: la scrittura a mano si sta perdendo».

Soprattutto per i bambini in tenera età, dunque, la scrittura a mano, in corsivo, tra gli altri sviluppi educativi, allena la mente, migliora la concentrazione e diventa lo specchio della personalità di ogni bambino che attraverso lo scritto esprime emozioni.

Roberto Panzarani

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