21 - 27 Settembre 2026, Roma

Roma Good News: raccontare le buone notizie che fanno comunità

Roma è piena di storie che meritano di essere raccontate: piccoli gesti, iniziative dal basso, progetti che mostrano la vitalità di una città in continua trasformazione. Roma Good News, testata indipendente e apolitica, nasce proprio per questo: dare spazio alle buone notizie, alle energie positive e alle persone che costruiscono la comunità ogni giorno.

Come nasce una ‘good news’? C’è un processo redazionale dietro la selezione, o seguite anche l’istinto, la risonanza emotiva, la carica simbolica di certe storie?

Una “good news” viene selezionata dalla nostra testata in base all’impatto sul territorio e all’importanza dei protagonisti coinvolti ma molto spesso selezioniamo notizie curiose o che ci colpiscono particolarmente perché vengono “dal basso”, dalla società civile. In questo modo puntiamo a differenziarci rispetto alle testate più generaliste.

Roma è una città enorme, complessa e contraddittoria. Dove trovate più spesso le storie positive da raccontare? Ci sono quartieri o contesti che sorprendono più di altri?

Le storie positive più belle sono quelle che ci vengono segnalate da amici, conoscenti o semplicemente da persone che hanno a cuore il progetto che sta dietro alla nostra testata. Non ci sono quartieri o contesti più sorprendenti di altri. Le buone notizie sono dappertutto, basta cercarle.

Nel vostro approccio, raccontare una buona notizia non significa negare le difficoltà. Come si fa a costruire un racconto onesto ma generativo, che non cada nel buonismo?

Crediamo in un approccio molto fattuale e oggettivo rispetto al territorio che punti a raccontare quanto di buono accade anche in risposta a problemi concreti. Vogliamo raccontare un territorio dinamico nelle sue diverse componenti impegnate a crescere e a fare di Roma e della sua provincia un posto migliore dove vivere. La città sta vivendo un momento positivo che fa ben sperare e noi vogliamo raccontarlo. Ovviamente sappiamo che c’è ancora tantissimo da fare per superare gap storici che la città e il suo territorio hanno accumulato.

Quando una buona notizia ispira qualcuno a fare la propria parte, succede qualcosa di potente. Pensate che il vostro lavoro possa aiutare i cittadini a sentirsi più coinvolti, più parte di ciò che accade in città?

Assolutamente sì, ed è proprio questo uno dei motivi che ci ha spinto a creare Roma Good News. Raccontare buone notizie significa mettere in luce esperienze e iniziative che possono diventare un modello, uno stimolo per chi legge. Crediamo che i cittadini abbiano bisogno di sentirsi parte attiva della comunità, non solo spettatori passivi di ciò che accade. Quando una storia positiva diventa contagiosa e spinge altri a replicare buone pratiche o a impegnarsi in prima persona, allora il nostro lavoro acquista un valore concreto e genera un impatto reale sul territorio.

Anche quest’anno siete media partner della Rome Future Week®. Parlando di eventi, possiamo aspettarci qualche novità firmata Roma Good News? Un progetto, un’idea in cantiere per il futuro?

Stiamo lavorando a un grosso evento che si terrà alla fine dell’anno in occasione del secondo compleanno della testata. Sarà un momento di incontro con i nostri lettori e con tutti coloro che hanno contribuito a far crescere Roma Good News in questi due anni, ma anche un’occasione per dare ancora più spazio alle storie che raccontiamo ogni giorno. Vogliamo che sia il primo di una serie di eventi che possano diventare parte integrante del nostro percorso editoriale.

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