21 - 27 Settembre 2026, Roma

SiGMA World Tour fa tappa a Roma. Heathcliff Farrugia racconta perché la capitale è diventata un punto di riferimento europeo

Dopo il successo del 2025, il SiGMA World Tour, prestigioso summit internazionale sul gaming, l’iGaming e le tecnologie emergenti, torna in Italia per la seconda volta, dal 2 al 5 novembre 2026, per il SiGma Central Europe che si svolgerà a Roma.

Abbiamo intervistato Heathcliff Farrugia, Chief International Relations Officer di SiGMA, alla guida della strategia istituzionale del network mondiale, per parlare di cosa ha reso Roma una scelta centrale nel percorso europeo dell’organizzazione. Con lui abbiamo ripercorso l’esperienza della prima edizione, il rapporto con le istituzioni italiane e il ruolo sempre più decisivo della regolamentazione nel definire lo sviluppo del settore.

Cosa ha portato SiGMA a scegliere Roma come città strategica per ospitare il suo evento europeo e, successivamente, come tappa chiave del vostro percorso internazionale? Quali segnali di mercato o opportunità avete individuato qui che non erano presenti altrove?

Heathcliff Farrugia
Heathcliff Farrugia

Roma è stata scelta perché combina tre elementi decisivi: il momento favorevole, la posizione geografica e la rilevanza istituzionale. Da un punto di vista strategico, l’Italia si colloca tra mercati europei del gioco già maturi e il nuovo quadro regolatorio che sta ridisegnando le prospettive di crescita del settore. Ciò che ha colpito non è stato solo il peso simbolico di Roma come capitale, ma la sua crescente apertura al dialogo tra industria, regolatori e decisori politici. 

Abbiamo osservato un chiaro interesse, sia da parte delle istituzioni pubbliche sia degli attori privati, a confrontarsi in modo costruttivo su temi come la riforma delle licenze, la trasformazione digitale e il gioco responsabile. Questo livello di coinvolgimento istituzionale, unito alla dimensione significativa del mercato interno italiano e alla facilità di accesso a Roma per i delegati internazionali, ha reso la città un punto di riferimento naturale per le nostre ambizioni europee in questo momento storico.

Guardando all’edizione 2025 alla Fiera Roma, quali sono state le tre lezioni più importanti riguardo al pubblico, alle istituzioni e all’industria locale? Cosa vi ha sorpreso maggiormente rispetto alle aspettative?

La prima lezione riguarda la qualità del pubblico. Abbiamo visto una platea altamente coinvolta, composta da dirigenti di alto livello, esperti legali e funzionari pubblici, molti dei quali non si limitavano a partecipare, ma contribuivano attivamente al dibattito. Questo ha confermato che Roma attrae decisori, non semplici delegati. 

In secondo luogo, la presenza istituzionale ha superato le aspettative. La disponibilità di regolatori e autorità pubbliche a partecipare apertamente a panel, discussioni a porte chiuse e interviste ha segnalato una relazione sempre più matura tra industria e Stato. 

In terzo luogo, la forza dell’ecosistema locale è stata sorprendente. Gli operatori italiani, i fornitori e le aziende tecnologiche hanno dimostrato un elevato livello di sofisticazione e una forte volontà di posizionarsi a livello internazionale. L’Italia ha inoltre mostrato il maggiore potenziale di crescita nell’iGaming in Europa, pur rimanendo uno dei mercati di riferimento per il gioco fisico.

Nel suo ruolo di supervisione delle relazioni internazionali e istituzionali, quanto incide la dimensione regolatoria nella scelta di un Paese, o di una città, come sede di un evento globale? In che modo questa influenza orienta i contenuti che curate?

La regolamentazione è un fattore decisivo. Un evento globale non può esistere separato dai quadri normativi e dalle politiche che governano il settore. Quando selezioniamo una città ospitante, valutiamo non solo la chiarezza regolatoria, ma anche la disponibilità delle autorità a instaurare un dialogo. 

Questo orienta direttamente la nostra strategia di contenuti. Nelle giurisdizioni in cui la regolamentazione è in evoluzione, diamo priorità a panel su conformità, buone pratiche e armonizzazione normativa. Nei mercati più maturi, l’attenzione si sposta verso l’innovazione all’interno di quadri regolati. Roma offre un equilibrio tra questi due aspetti, rendendola particolarmente rilevante per discussioni proiettate al futuro.

Quali sono i tre temi che ritiene saranno centrali nell’edizione 2026 a Roma, e perché oggi rappresentano una priorità sia per l’industria sia per i decisori pubblici?

Il primo tema è la sostenibilità regolatoria. Sia i decisori politici sia gli operatori cercano modelli che garantiscano la tutela dei consumatori sostenendo al contempo la sostenibilità economica di lungo periodo.

Il secondo riguarda l’integrità digitale, che comprende cybersicurezza, protezione dei dati e governance dell’intelligenza artificiale. Man mano che la tecnologia diventa parte integrante delle operazioni di gioco, fiducia e resilienza non sono più opzionali. 

Il terzo è la cooperazione transfrontaliera. La frammentazione normativa resta una sfida in Europa, e Roma offre una piattaforma ideale per discutere allineamento, ambiti di collaborazione e standard regolatori condivisi.

In quali mercati ha visto una regolamentazione chiara e stabile favorire investimenti e innovazione invece di ostacolarli? Quali lezioni trai da questi casi per il contesto europeo e italiano?

Lo abbiamo osservato in alcune aree del nord e in specifici mercati europei e latinoamericani. La certezza regolatoria riduce il rischio, attrae capitali e incoraggia gli operatori legittimi a investire in tecnologia, competenze e misure di gioco responsabile. 

Al contrario, quando la regolamentazione è troppo restrittiva o manca chiarezza normativa, il mercato illegale prospera, a discapito degli operatori autorizzati che si ritrovano a competere in condizioni di svantaggio con soggetti che non pagano tasse, non investono nel gioco responsabile e non sono soggetti a una regolamentazione adeguata. 

La lezione per l’Europa in generale e per l’Italia è semplice: la regolamentazione deve essere prevedibile, consultiva e proporzionata. Quando industria e istituzioni lavorano in partnership, la regolamentazione diventa un fattore abilitante, non un vincolo. È questa la narrativa che intendiamo rafforzare attraverso la presenza di SiGMA a Roma e nei nostri eventi globali.

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