21 - 27 Settembre 2026, Roma

Ospitalità ibrida, anima locale: il modello The Social Hub per le città che guardano al futuro

Spazi condivisi, identità locali, vocazione internazionale: The Social Hub è un ecosistema ibrido dove studenti, professionisti, viaggiatori e creativi convivono ogni giorno, generando idee, collaborazioni e nuove forme di cittadinanza attiva.

In occasione della terza edizione di Rome Future Week®, abbiamo intervistato Gemma Casas Grau, General Manager di The Social Hub Roma e voce autorevole di un modello che mette le persone – e non solo i servizi – al centro dell’ospitalità. Dalla visione B Corp all’impatto sul territorio, passando per tecnologia e identità: un racconto che mostra come si può creare futuro partendo dalle relazioni.

Com’è lavorare ogni giorno con una community fatta di studenti, freelance,  turisti e professionisti locali? Quali sono le esigenze più difficili da conciliare? 

Ogni giorno, qui a The Social Hub Roma, convivono anime diverse: quasi duecento studenti che hanno scelto di fare di questo spazio la loro casa, oltre 160 professionisti e coworker che grazie alla nostra membership trovano ispirazione e creano connessioni e centinaia di ospiti che attraversano l’hotel ogni mese portando nuove storie e nuove energie. 

La magia sta proprio qui: nel riuscire a trasformare esigenze diverse in un’unica esperienza condivisa. Non è una questione di conciliare differenze, ma di farle dialogare. Ogni giorno vediamo un freelancer che trova un’idea grazie a una chiacchierata con uno studente, un turista che scopre Roma accompagnato da un local, un professionista che sceglie di rimanere dopo il lavoro per partecipare a un evento culturale. 

Questa è la forza della nostra community: non la somma di numeri, ma la potenza delle connessioni che quei numeri rappresentano.

Una società migliore si crea quando persone con visione e talento si  incontrano”: è un concetto forte, alla base della vostra filosofia. Cosa significa  per voi? 

Per noi significa che ogni incontro ha il potere di generare qualcosa di più grande della somma delle singole parti. Quando studenti, professionisti, creativi e viaggiatori si ritrovano sotto lo stesso tetto, nascono idee, collaborazioni e visioni che arricchiscono non solo la nostra community, ma anche la città intorno a noi. È questo il senso più autentico della nostra  missione: creare connessioni che costruiscono futuro. Perché,  davvero, together we create a better society

Essere una B Corp è una scelta importante. Quanto cambia, nella pratica,  rispetto a chi fa ospitalità in modo più tradizionale? 

Essere una B Corp significa che la responsabilità attraversa ogni livello del nostro lavoro. La si ritrova nella progettazione degli edifici con certificazione BREEAM, nel monitoraggio attento dei consumi d’acqua del nostro hotel, nella scelta dei fornitori e nelle collaborazioni con il territorio. Ogni decisione è guidata dall’idea che l’ospitalità possa generare valore non solo per chi soggiorna qui, ma anche per la comunità e per l’ambiente che ci circonda.

Ogni città in cui aprite ha una sua anima ben definita. Come fate a portare  avanti un’identità di brand forte senza perdere il legame con il contesto  locale?

Ogni città ha una sua anima, e il nostro compito non è mai quello di sovrapporci,  ma di entrare in dialogo. Manteniamo un’identità di brand forte grazie a valori condivisi – apertura, inclusione, sostenibilità – che ci rendono riconoscibili ovunque.  Ma poi costruiamo radici locali: collaboriamo con realtà del quartiere, ospitiamo eventi culturali e sociali, apriamo i nostri spazi alla comunità. In questo modo The  Social Hub rimane sempre sé stesso, ma con un accento diverso in ogni città, come una lingua comune che sa parlare tanti dialetti. 

La tecnologia è parte del modello di The Social Hub. Che ruolo ha nel creare  connessioni tra le persone? 

Per noi la tecnologia non sostituisce mai le relazioni, ma le rende possibili e più fluide. Attraverso la nostra app, ad esempio, studenti, coworker e ospiti  possono prenotare spazi, scoprire eventi, conoscersi e collaborare. La tecnologia diventa un ponte: elimina barriere organizzative, facilita l’incontro e  ibera tempo ed energie per ciò che conta davvero, cioè stare insieme e creare connessioni reali.

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