La Rome Future Week® 2025 apre con Ida Tin, la pioniera del FemTech
Quando si parla di futuro, spesso si pensa a tecnologie avveniristiche, intelligenza artificiale o città iperconnesse. Ma il futuro passa anche, e soprattutto, attraverso i corpi e il loro pieno riconoscimento. E se c’è un ambito dove l’innovazione è ancora troppo indietro, è quello della salute femminile. Fino ad oggi metà della popolazione mondiale è stata sistematicamente esclusa da ogni innovazione e progresso.
Questo divario ha radici profonde: scientifiche, economiche, sociali. Riguarda una medicina storicamente pensata sul corpo maschile, una ricerca clinica che per decenni ha escluso le donne, una mancanza strutturale di dati, investimenti, soluzioni. Ma riguarda anche un immaginario culturale: quello che ha reso il corpo femminile invisibile, medicalizzato, giudicato, mai davvero ascoltato.

A invertire questa rotta ci pensa il FemTech: un movimento globale, culturale prima ancora che industriale, che unisce tecnologia e salute delle donne.
C’è un futuro che nasce dal riconoscere ciò che per troppo tempo è stato ignorato. Un futuro che parte dal corpo, dalle esperienze, dai bisogni concreti di ogni individuo.
Ed è proprio questo il messaggio che darà il via alla Rome Future Week® 2025, che si aprirà in anteprima il 12 settembre a Roma con un evento internazionale senza precedenti in Italia: Tech4Fem Future Health, alla Casa delle Tecnologie Emergenti – Roma Tiburtina.
Al centro di questa giornata ci sarà una presenza simbolica e potentissima: Ida Tin, imprenditrice danese, fondatrice di Clue (l’app di monitoraggio mestruale più usata al mondo) e colei che nel 2016 ha coniato il termine FemTech.
Per la prima volta sarà a Roma, con un keynote che non sarà solo una testimonianza, ma un atto rivoluzionario. Tin parlerà del FemTech come infrastruttura sociale, capace di cambiare le regole del gioco e non solo di proporre nuovi prodotti.
La scelta di aprire la più importante settimana dell’innovazione nella Capitale con la salute delle donne non è casuale: è un atto sociale, culturale ed economico. Significa riconoscere che investire nella salute femminile è una priorità sistemica, e che il FemTech è una leva strategica per ripensare la tecnologia, la medicina e la società.
Perché la salute delle donne è il vero nodo del futuro
Per costruire un futuro più equo, dobbiamo prima imparare ad analizzare il presente. E se oggi c’è un dato che racconta con forza quanto ancora ci sia da fare, è questo: le donne vivono più a lungo degli uomini, ma trascorrono il 25% di vita in più in cattiva salute.
Lo ricorda un recente report del World Economic Forum in collaborazione con il McKinsey Health Institute, che parla apertamente di Women’s Health Gap, la distanza che ancora separa la salute delle donne da una reale equità.
Si tratta di un paradosso che ha conseguenze pesanti, non solo sul benessere individuale, ma anche sulla partecipazione economica, sulla produttività e sulla coesione sociale.
Il report stima che colmare il divario nella salute delle donne potrebbe generare un impatto economico globale fino a 1 trilione di dollari l’anno entro il 2040. Ma per raggiungere questo obiettivo serve un cambiamento strutturale che tocchi ricerca, dati, politiche sanitarie e investimenti.
Colmare questo gap non è solo un atto di giustizia. È anche un’occasione concreta di progresso.
Ma per farlo serve un cambio di paradigma. Serve un’innovazione che non sia solo tecnologica, ma anche culturale.
Ed è proprio qui che entra in gioco il FemTech, ovvero l’insieme di tecnologie, soluzioni digitali e modelli che mettono al centro i bisogni specifici della salute femminile, troppo spesso ignorati o marginalizzati. Il FemTech non è un mercato di nicchia: è una chiave di innovazione trasversale, capace di incidere sull’intero sistema salute, di creare occupazione, di promuovere diritti e inclusione, di generare valore economico e sociale.
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Roma capitale del cambiamento, con Ida Tin a guidarci nel futuro
Aprire la Rome Future Week® 2025 con Ida Tin è un gesto simbolico e concreto. È riconoscere che l’Italia è pronta a inserirsi in una conversazione globale che sta già ridisegnando le priorità dell’innovazione. È dichiarare che la salute delle donne è un driver di sviluppo per il Paese, e che Roma può esserne il fulcro propulsore.
Il keynote di Ida Tin sarà dedicato al FemTech come infrastruttura sociale: non un insieme di gadget o app, ma un modo nuovo e inclusivo di pensare alla tecnologia, come risposta ai bisogni reali dei corpi e delle persone. La sua voce, da anni punto di riferimento nel settore, rappresenta ciò che serve ora in Italia: leadership, visione e coraggio di cambiare prospettiva.

Questo evento segna l’ingresso dell’Italia tra gli attori rilevanti del FemTech in Europa e nel mondo. E dimostra che non si può parlare di futuro senza parlare di salute femminile.
La sua presenza a Roma rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che la città sta svolgendo per portare la salute delle donne al centro del dibattito pubblico. Un lavoro che ha radici locali, ma visione globale.
Tech4Fem: dall’esperienza personale all’ecosistema nazionale

A rendere possibile tutto questo è stata Tech4Fem, l’associazione di promozione sociale fondata da Valeria Leuti, esperta di innovazione digitale e attivista per la salute delle donne. La sua storia nasce da un vissuto personale di endometriosi, dolore cronico, gaslighting e si trasforma in un progetto collettivo che, in meno di un anno, ha costruito il primo ecosistema FemTech italiano.
Un vissuto che ha trovato forza proprio nel confronto con altre persone, trasformandosi in pochi mesi in una vera e propria infrastruttura collettiva.
Tech4Fem riunisce startup, aziende, sanità, ricerca, investimenti, istituzioni, attivismo e pazienti, con l’obiettivo di creare uno spazio intersezionale, collaborativo e trasformativo. Non un acceleratore, non un incubatore, ma una piattaforma comunitaria dove si generano dati, visibilità, alleanze e risposte concrete.
In un panorama sempre più globale, Tech4Fem si afferma anche come nodo strategico di connessione internazionale: è parte della rete Femtech Across Borders e promotrice del Femtech Exchange Program, iniziativa che apre nuove rotte di collaborazione tra l’Italia e gli ecosistemi femtech di tutto il mondo, facilitando scambi, progetti congiunti e visibilità per le startup italiane.
L’Osservatorio FemTech: dati, visione e voce per il settore
Durante l’evento del 12 settembre sarà presentata in anteprima la prima edizione dell’Osservatorio FemTech, un’iniziativa curata da Tech4Fem che fotografa lo stato dell’arte dell’innovazione in salute femminile in Italia.
Si tratta della prima mappatura italiana delle startup femtech, con dati aggiornati su trend, ostacoli e prospettive di sviluppo del settore.
I primi dati parlano chiaro:
- circa 90 realtà femtech attive nel Paese,
- il 78% con almeno una founder donna,
- aree chiave: salute mestruale e ormonale, oncologia, maternità, salute mentale e pelvica.
Ma anche ostacoli strutturali:
- il 40% non ha mai ricevuto investimenti,
- oltre il 90% denuncia forme di censura o bias online e difficoltà nel comunicare le tematiche femminili
L’Osservatorio diventerà un punto di riferimento per investitori, policy maker, media e istituzioni. Uno strumento concreto per rendere visibile ciò che esiste ma va misurato, supportare ciò che cresce, intervenire dove serve.
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“Collaborazione, non competizione”: una nuova infrastruttura per l’innovazione
L’approccio di Tech4Fem è chiaro e radicale. Lo riassume bene Valeria Leuti, fondatrice del progetto: “Non si tratta solo di creare nuove tecnologie, ma di cambiare le domande che ci poniamo. Chi progetta? Per chi? Con quali dati, quali corpi, quali bisogni in mente? Il FemTech ci aiuta a rispondere, ma prima ancora ci insegna ad ascoltare.
Crediamo che il futuro del FemTech dipenda dalla collaborazione, non dalla competizione. Per troppo tempo la salute delle donne è stata trascurata, fraintesa, marginalizzata. Ora è il momento di costruire un ecosistema in cui i vissuti diventino saperi, le innovazioni diventino lo standard, e la tecnologia diventi leva per ripensare il mondo.”
Una rivoluzione che riguarda tuttə
Tech4Fem Future Health non sarà un evento per addettə ai lavori. Sarà una giornata aperta dove istituzioni, imprese, startup, pazienti, attivistə e cittadini potranno confrontarsi, ascoltare, costruire alleanze. Dove si potrà toccare con mano il potenziale trasformativo del FemTech. E immaginare, insieme, un futuro che riconosca finalmente la salute delle donne come leva strategica di innovazione per ripensare la società intera.
Perché, come dimostrano i dati, investire nella salute delle donne non è un lusso né una nicchia: è una delle scommesse più strategiche e urgenti per costruire un futuro più giusto, sano e condiviso. E Roma, con la sua energia innovativa e il suo spirito trasformativo, sta dimostrando di essere il luogo giusto da cui far partire questa rivoluzione.
Con la presenza di Ida Tin, Roma diventa per un giorno il cuore della Rivoluzione FemTech. E non è un caso che questa rivoluzione cominci proprio con il corpo: perché è dal corpo che si misura la qualità del nostro futuro.
di Valeria Leuti



