20-26 Settembre 2027, Roma

The Prevention Code, la prevenzione cambia linguaggio

Il rapporto tra salute e informazione è diventato uno dei terreni su cui si gioca una parte importante della prevenzione. Sapere dove cercare, comprendere ciò che si legge e riconoscere una fonte attendibile incidono sulle decisioni quotidiane, soprattutto in un ecosistema digitale nel quale contenuti scientifici, esperienze personali e messaggi di natura molto diversa convivono sugli stessi schermi.

È anche da qui che prende forma The Prevention Code, il Buildathon di Rome Future Week® che il 23 settembre 2026 porterà alla Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma giovani under 30 chiamati a progettare una digital escape room dedicata alla prevenzione. L’obiettivo è sperimentare linguaggi capaci di avvicinare i temi della salute alla vita quotidiana, affidando alle nuove generazioni un ruolo attivo nella costruzione dell’esperienza.

Il progetto prosegue il percorso sviluppato negli ultimi anni insieme a Fondazione MSD, che ha fatto dell’Health Literacy e del coinvolgimento dei giovani due elementi centrali della propria attività. Un percorso che, all’interno di Rome Future Week®, si è evoluto da un’edizione all’altra e che oggi mette al centro un tema sempre più rilevante, quello della capacità di trasformare l’informazione sulla salute in conoscenza utilizzabile.

Candidati al buildathon “The Prevention Code”, in programma il 23 settembre alla Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma

Capire la salute per poter scegliere

L’Health Literacy riguarda proprio questa capacità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la associa alla possibilità di accedere alle informazioni sulla salute, comprenderle e valutarle criticamente, per poi usarle nelle proprie decisioni. Per le giovani generazioni questa competenza si sviluppa ormai anche attraverso ambienti digitali che fanno parte della loro esperienza quotidiana. L’OMS sottolinea per questo il valore dell’educazione alla Health Literacy già nei contesti scolastici, considerandola una componente rilevante sia per la salute sia per l’apprendimento.

La questione riguarda quindi anche il modo in cui i contenuti vengono costruiti e messi in circolazione. Una comunicazione efficace deve riuscire a rendere accessibili informazioni complesse, aiutando chi le riceve a orientarsi e a compiere scelte consapevoli.

Il digitale rende questo passaggio ancora più importante. Una ricerca italiana pubblicata nel 2026, condotta su 793 adolescenti tra i 10 e i 19 anni nell’area di Napoli, ha rilevato che il 59,7% dei partecipanti utilizzava Internet per cercare informazioni sulla salute. Si tratta di uno studio circoscritto a uno specifico campione territoriale, che offre comunque uno spaccato significativo di quanto la ricerca online sia entrata anche nelle pratiche informative dei più giovani.

Un percorso costruito insieme alle nuove generazioni

Quando Fondazione MSD ha partecipato per la prima volta a Rome Future Week® nel 2024, Claudia Rutigliano, Coordinatrice Scientifica della Fondazione, raccontava sul nostro blog un impegno sempre più orientato verso l’alfabetizzazione sanitaria delle nuove generazioni.

Il punto centrale era già il linguaggio. Fondazione MSD aveva sviluppato negli anni progetti capaci di utilizzare forme espressive vicine ai giovani, con l’obiettivo di stimolare curiosità e approfondimento intorno ai comportamenti che incidono sulla salute. La sperimentazione dei linguaggi veniva così collegata direttamente alla missione della Fondazione e alla sua attività di promozione dell’Health Literacy.

Nel 2025 questo approccio è entrato ancora più direttamente nel programma di Rome Future Week® con Next Gen Prevention, l’hackathon sostenuto da Fondazione MSD che ha coinvolto giovani tra i 18 e i 30 anni nella costruzione di nuove idee per raccontare e vivere la prevenzione.

Durante la giornata i partecipanti hanno lavorato in gruppi di co-progettazione e il percorso è confluito nel Manifesto della Prevenzione Partecipata, che ha raccolto le riflessioni emerse sul rapporto con la salute e sul valore di un’informazione sanitaria affidabile. La prevenzione veniva così osservata attraverso lo sguardo delle persone a cui una parte rilevante delle iniziative di sensibilizzazione è destinata, dando spazio alla loro esperienza e alla loro capacità di formulare proposte.

The Prevention Code porta avanti quel lavoro e lo traduce in un nuovo formato.

Dal messaggio all’esperienza

Il 23 settembre i partecipanti lavoreranno in team per sviluppare il prototipo di una digital escape room sulla prevenzione, accompagnati da esperti scientifici e figure tecniche. Attraverso una storia e una sequenza di enigmi, le informazioni sulla salute diventeranno parte di un percorso nel quale ogni scelta produce conseguenze e contribuisce allo sviluppo del gioco.

Ogni gruppo definirà il tema da affrontare e il pubblico a cui rivolgersi, costruendo successivamente gli obiettivi educativi e la dinamica dell’esperienza. Per lo sviluppo saranno disponibili Genially e strumenti no-code, insieme ad applicazioni di intelligenza artificiale generativa, così da permettere ai partecipanti di concentrarsi anche sulla progettazione dei contenuti e delle interazioni.

La scelta dell’escape room ha una relazione precisa con il modo in cui si apprende. Il gioco richiede di osservare le informazioni, collegarle tra loro e utilizzarle per avanzare. La conoscenza acquista quindi una funzione dentro un’esperienza e il partecipante è chiamato continuamente a prendere decisioni.

Negli ultimi anni le escape room educative sono state studiate anche nell’ambito della formazione sanitaria. Una meta-analisi pubblicata nel 2025, basata su studi condotti tra studenti delle professioni sanitarie, ha rilevato risultati positivi nell’acquisizione delle conoscenze rispetto alle condizioni di confronto. Le evidenze disponibili riguardano soprattutto contesti formativi specifici, ma mostrano il potenziale di un formato capace di associare apprendimento e partecipazione attiva.

Nel caso di The Prevention Code questo principio viene applicato a una sfida diversa, che riguarda il modo di comunicare la prevenzione alle nuove generazioni.

Progettare nuovi codici per parlare di salute

I gruppi potranno lavorare sulle scelte che incidono sul benessere quotidiano oppure sul rapporto con l’informazione sanitaria. Altri percorsi potranno concentrarsi sui segnali del corpo e della mente o sul ruolo che il digitale assume nell’accesso ai servizi. L’elemento comune sarà la ricerca di un linguaggio capace di trasformare contenuti scientifici in un’esperienza comprensibile e utilizzabile.

È un terreno particolarmente attuale anche perché la tecnologia interviene ormai sulle condizioni attraverso cui costruiamo la nostra conoscenza della salute. Un lavoro congiunto dell’OMS Europa e della London School of Economics ha individuato nella digital literacy uno dei determinanti digitali con maggiore impatto sulla salute, insieme alle condizioni di accesso alla rete e agli strumenti tecnologici. Nello stesso quadro assumono rilievo anche l’accuratezza delle informazioni e le modalità con cui viene affrontata la disinformazione online.

The Prevention Code porta queste questioni dentro un laboratorio concreto, nel quale i giovani diventano progettisti del linguaggio con cui parlare ai propri coetanei.

Alla fine della giornata ogni squadra presenterà il prototipo della propria escape room e il progetto potrà costituire una base per successive attività di sperimentazione con realtà educative e community giovanili, coinvolgendo anche professionisti della salute.

Candidati al buildathon “The Prevention Code”, in programma il 23 settembre alla Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma

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