Il team innovazione di ITA Airways usa i dati e l’intelligenza artificiale per rendere più efficienti i voli e ripensare i processi della compagnia.
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Nata nel 2021, la compagnia di bandiera ha fatto della giovinezza un vantaggio e dei dati la sua rotta. Dietro, c’è un team che ha scelto di governare l’intelligenza artificiale insieme alle persone che conoscono il lavoro, con l’università e le startup nella stessa stanza. Una storia che parla di cielo e, soprattutto, di materia prima.
Ottimizzare la salita con dati e Digital Twin
Fiumicino, prima mattina. Un Airbus di ITA Airways si allinea sulla pista. I motori salgono di giri e le ruote si staccano dall’asfalto, mentre i passeggeri guardano la costa che si allontana. Nessuno di loro sa che i minuti successivi sono i più costosi dell’intero viaggio. La salita è la fase in cui un aereo brucia più carburante, e il modo migliore di affrontarla cambia ogni volta, con il peso di quel giorno e con il vento che tira in quota.

Per quella salita i piloti hanno ricevuto un profilo suggerito, calcolato da un algoritmo predittivo che ha studiato migliaia di voli precedenti e ha costruito, con la tecnologia del Digital Twin, la copia digitale di quell’aereo in quelle condizioni. Da lì è uscita la curva più efficiente. Il sistema si chiama OptiClimb, lo ha sviluppato SITA, e nel solo 2025 ha consentito a ITA Airways di risparmiare tremila tonnellate di carburante sull’intera flotta, evitando che novemila tonnellate di CO2 finissero in atmosfera.
L’alchimia per una nuova idea di compagnia aerea
Il tema di Rome Future Week 2026 è Materia Prima, l’alchimia dell’immateriale, ed è difficile trovare un esempio più esatto. I dati di volo sono la cosa più immateriale che esista, righe di numeri in un archivio, il carburante che resta nei serbatoi è materia, e si misura in tonnellate. In mezzo c’è una trasformazione, e a compierla è un team che a un certo punto ha deciso che i dati fossero la nuova rotta della compagnia.
Lo ha spiegato Francesco Presicce, Chief Innovation, Strategic Project & Vision Officer di ITA Airways, aprendo il convegno «Decolla l’AI» nell’aula della facoltà di Economia di Tor Vergata.
“Non siamo semplicemente una compagnia aerea che usa la tecnologia. Siamo una tech company con le ali.”
Il volo diventa il mezzo e l’informazione diventa il cuore.
ITA Airways, in un settore dove i concorrenti si portano dietro decenni di sistemi stratificati e di abitudini consolidate, ha scelto su questi temi di operare da first mover. «Il dato è la nostra nuova rotta», ha detto Presicce.
L’obiettivo dichiarato ha un nome quasi teatrale, Orchestratore Unico del Viaggio. L’idea è semplice da dire e difficilissima da fare, comincia quando un utente inizia a scegliere un viaggio sul divano di casa e finisce quando la valigia si posa a destinazione. In mezzo ci sono treni e taxi, coincidenze e attese. L’ambizione è costruire un ecosistema intelligente che accompagni il passeggero lungo tutto quel percorso, come un regista invisibile, e gli restituisca quella che in ITA chiamano Peace of Mind. Al percorso digitale si affianca quello fisico dell’intermodalità, il treno e l’aereo che imparano a parlarsi.
Un ecosistema di partner per portare l’AI nei processi
Il modo in cui il team lavora è più interessante dei singoli risultati. Andrea Chiappetta, responsabile dell’innovazione di ITA Airways, lo ha raccontato così.
“I velivoli sono solo una parte della storia, il resto è un ecosistema dell’innovazione che fa rete con partner tecnologici di primo piano, integrando soluzioni di intelligenza artificiale e Digital Twin per cambiare la gestione operativa e ridurre l’impatto sul pianeta.”
Ogni partner ha un compito preciso. Nel cielo c’è SITA, con la salita ottimizzata. A terra la collaborazione con Google, che è storica, si sta spostando sull’AI generativa e sulle capacità agentiche per alleggerire le attività interne ripetitive. Sul piano legale e amministrativo c’è Lexroom, una startup, che ha portato la GenAI dentro i flussi documentali più complessi. Con EY la compagnia ha sviluppato agenti digitali che lavorano sul fronte corporate come su quello operativo. Grandi player e startup nella stessa stanza, ciascuno su un caso d’uso verticale.

Ma c’è anche una (lunga) serie di sperimentazioni riuscite che non sono mai diventate lavoro quotidiano. Chi fa innovazione lo chiama pilot purgatory, il purgatorio dei progetti pilota.
Per ridurre al minimo questo problema, ITA Airways ha aderito ad AITO, il programma AI Transformation Officer promosso da ELIS. La metodologia si chiama CAT, Consapevolezza, Adozione, Trasformazione, e ha uno scopo dichiarato, industrializzare l’innovazione, attraverso sessioni pratiche e una mappatura costante dei bisogni operativi. Il principio è che l’AI venga adottata e governata dalle persone che conoscono i processi, prima di chiunque altro. L’intelligenza artificiale in azienda non è una questione di tecnologia, ma di persone.
La direzione scelta da ITA Airways
Torniamo a Fiumicino. Il prossimo aereo si allinea sulla pista. Nella sua salita, dentro un profilo che nessuno vedrà, c’è tutto quello che questa storia racconta. C’è un dato che diventa materia, e c’è un gruppo di persone che ha scelto di non delegare la conoscenza alla macchina. Una compagnia giovane, senza il peso del passato, che ha fatto di questa leggerezza una direzione.
Dal 21 al 27 settembre Roma si riempie di storie di materia prima che cambia stato. Questa ha le ali.
Le dichiarazioni riportate sono tratte dal convegno «Decolla l’AI», organizzato da Verso Innovation Center e NeXt Nuova Economia per Tutti alla facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata.



