21 - 27 Settembre 2026, Roma

Il futuro della mobilità? Permettere alle persone di muoversi meglio

Lime è l’azienda globale leader nella micromobilità condivisa, la cui missione è costruire un futuro in cui la mobilità sia condivisa, accessibile e a zero emissioni di CO₂. Collabora con le città per mettere a disposizione biciclette e monopattini elettrici, offrendo soluzioni di trasporto sostenibili per gli spostamenti di breve distanza. Con oltre 1 miliardo di corse effettuate in cinque continenti, Lime contribuisce a promuovere un’alternativa sostenibile all’uso dell’auto privata.

In questa intervista a Enrico Stefàno, Deputy Regional Head per l’Italia, abbiamo approfondito la diffusione della micromobilità in una città complessa come Roma, quanto biciclette e monopattini siano diventati parte degli spostamenti quotidiani dei romani e scoperto quali nuovi comuni dell’area metropolitana saranno presto raggiunti dal servizio.

Partiamo da una parola chiave: indispensabile. Da tempo raccontate Lime non come un servizio da utilizzare solo in occasioni specifiche, ma come una soluzione che è entrata a far parte della quotidianità delle persone. Che cosa deve avere un servizio di mobilità per diventare davvero indispensabile nella vita dei cittadini? E quali sono i segnali che vi fanno capire di essere sulla strada giusta?

Un servizio diventa davvero indispensabile quando le persone sanno di poterci contare. Nella mobilità significa essere disponibili quando serve, offrire un’esperienza semplice e sicura e riuscire ad adattarsi alle esigenze di una città che cambia continuamente. Per noi il segnale più importante arriva proprio dal comportamento delle persone: quando Lime smette di essere percepita come un’alternativa da scegliere ogni tanto e diventa una presenza familiare, su cui fare affidamento per organizzare i propri spostamenti. È lì che abbiamo capito di essere entrati davvero nella quotidianità della città e quindi delle persone.

Avete scelto di ascoltare la città attraverso un sondaggio rivolto agli utenti romani. Che cosa vi ha raccontato questa ricerca che i dati sulle corse, da soli, non potevano mostrarvi?

Con questo sondaggio, condotto a giugno 2026 su oltre 200 utenti Lime attivi a Roma, volevamo andare oltre i dati delle corse e conoscere meglio le persone che ogni giorno scelgono Lime. Ne è emersa una comunità molto eterogenea: c’è chi lo usa per andare al lavoro o all’università, chi per raggiungere la palestra, fare commissioni o andare a prendere i figli a scuola. Abitudini diverse che mostrano quanto Lime sia ormai presente nella vita quotidiana dei romani.

A colpirci è stato soprattutto il valore attribuito al servizio: il 90% lo considera essenziale per muoversi a Roma e il 91% afferma che, senza i nostri veicoli elettrici, spostarsi sarebbe più difficile. Ed è proprio ciò che i dati sulle corse, da soli, non possono dirci: ascoltare direttamente le persone ci aiuta a capire non solo perché scelgono Lime e che impatto ha sulle loro giornate, ma anche come possiamo continuare a migliorare il servizio in base alle loro reali esigenze.

Roma è una città complessa per la micromobilità: è estesa, ha quartieri molto diversi tra loro e caratteristiche urbanistiche uniche. Eppure è diventata la prima città italiana per utilizzo dei servizi condivisi. Che cosa avete imparato lavorando ogni giorno sul territorio romano? E come avete modificato il servizio per rispondere meglio alle esigenze della città?

Io sono romano e ho la fortuna di conoscere molto bene questa città. So quanto spostarsi nel centro storico sia diverso dal muoversi in un quartiere all’interno del GRA o in un’area più periferica: cambiano le distanze, i collegamenti, le abitudini e, di conseguenza, le esigenze delle persone. A Roma non può esistere un’unica soluzione di mobilità valida per tutti: è il servizio che deve sapersi adattare alla città, non il contrario. Per noi significa comprendere, quartiere per quartiere, dove c’è maggiore necessità di biciclette o monopattini elettrici, dove possiamo facilitare l’accesso a metro e stazioni e come rispondere ai diversi ritmi della città, dalla mobilità quotidiana alla gestione dei grandi eventi.

Allo stesso tempo, la mobilità di Roma non si esaurisce entro i confini della città. Ogni giorno migliaia di persone si spostano da e verso i comuni dell’area metropolitana. Abbiamo già esteso il servizio a Ciampino e guardiamo con fiducia alla possibilità di raggiungere presto anche Fiumicino, Monterotondo e Marino. La sfida, quindi, è continuare a costruire, passo dopo passo, un servizio sempre più capillare e integrato, capace di accompagnare le reali esigenze di mobilità delle persone e contribuire a rendere più semplice e accessibile muoversi in una città straordinaria e complessa come Roma.

Roma è una città fatta di quartieri, eventi e comunità locali. In che modo un servizio di mobilità come Lime si inserisce in questo ecosistema urbano? Che ruolo può avere nel rendere la città più connessa e più facile da vivere?

Il ruolo di un servizio come Lime è anche quello di fare da ponte tra i diversi pezzi della città: collegare le persone al trasporto pubblico, facilitare gli spostamenti tra quartieri e rendere più semplice raggiungere il luogo di lavoro o di studio, ma anche un negozio, un ristorante, un’iniziativa culturale o un evento, senza dover necessariamente ricorrere all’auto privata. Vogliamo offrire alle persone maggiore libertà nel modo in cui si muovono, dando loro la possibilità di combinare Lime con altre soluzioni in base al tragitto e alle esigenze del momento. Questo significa anche rendere più facile scoprire e vivere ciò che i diversi quartieri hanno da offrire. 

È qualcosa che cerchiamo di portare anche nelle nostre collaborazioni. Con Roma Diffusa, ad esempio, lavoriamo ogni anno attraverso iniziative dedicate, sconti e bike tours tematici alla scoperta della città. In occasione di appuntamenti più grandi, invece, la micromobilità può aiutare a gestire esigenze di spostamento molto diverse dal quotidiano. Durante il concerto di Ultimo a Tor Vergata abbiamo registrato migliaia di corse in una sola serata, mentre con Rock in Roma abbiamo collaborato con il servizio di navette ComeBackHome per facilitare anche il primo e l’ultimo tratto del viaggio. Sono esempi diversi, ma raccontano bene il ruolo che vogliamo avere a Roma: permettere alle persone di muoversi più facilmente e, attraverso la mobilità, vivere più pienamente la città, i suoi quartieri e tutto ciò che hanno da offrire.

La sostenibilità è un tema di cui si parla molto, ma spesso servono esempi concreti per comprenderne il valore. Se dovessi spiegare a un romano ancora scettico perché un servizio come Lime può contribuire a rendere Roma più sostenibile, cosa diresti?

A un romano scettico direi che la sostenibilità diventa concreta quando entra nelle nostre scelte di tutti i giorni. Se per un tragitto breve possiamo lasciare l’auto a casa, e raggiungere una stazione con una bicicletta o un monopattino elettrico e proseguire con metro o treno, stiamo già scegliendo un modo diverso di muoverci, contribuendo a ridurre l’impatto dei nostri spostamenti. È proprio qui che la micromobilità può fare la differenza in una città come Roma: non sostituendo il trasporto pubblico, ma completandolo e offrendo un’alternativa concreta all’auto privata, soprattutto per i tragitti più brevi e per il primo e l’ultimo tratto del viaggio.

Ma la sostenibilità non riguarda soltanto ciò che accade durante una corsa. Significa anche lavorare su tutto ciò che c’è dietro al servizio: dalla durata e riparabilità dei veicoli all’utilizzo di batterie intercambiabili, fino all’energia rinnovabile utilizzata per ricaricare la nostra flotta. Per me il punto è molto semplice: una mobilità più sostenibile deve essere prima di tutto facile da scegliere. Non possiamo chiedere alle persone di complicarsi la vita per essere più sostenibili. Dobbiamo offrire alternative semplici, affidabili e accessibili che rendano naturale, quando possibile, lasciare l’auto a casa.

Il tema di Rome Future Week® 2026 è “Materia Prima”. Se pensiamo alla mobilità come a un elemento fondamentale della vita di una città, qual è secondo voi la materia prima che serve per costruire un modo nuovo di muoversi a Roma?

Se dovessi scegliere una materia prima, direi la fiducia. Per cambiare il modo in cui ci muoviamo, dobbiamo prima di tutto fidarci delle alternative che abbiamo a disposizione: sapere che possiamo uscire di casa e trovare un servizio affidabile, sicuro e realmente integrato con il resto della città. Ma la fiducia deve essere reciproca. Serve quella dei cittadini verso nuovi modi di muoversi, quella delle istituzioni verso l’innovazione e quella degli operatori nella possibilità di costruire, insieme alle amministrazioni, soluzioni che funzionino nel lungo periodo.

E poi c’è un’altra risorsa preziosissima, soprattutto in una città come Roma: il tempo. Una buona mobilità dovrebbe restituircene, non sottrarcene. Meno tempo nel traffico, meno stress per raggiungere una destinazione, più libertà di scegliere come muoversi. In fondo, credo che sia questo il futuro della mobilità: non semplicemente spostare più persone, ma permettere loro di muoversi meglio. E per costruirlo servono fiducia, collaborazione e soprattutto la capacità di mettere il tempo e le esigenze delle persone al centro.

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