21 - 27 Settembre 2026, Roma

Taxi volanti a Roma: cosa è successo dalla promessa del 2024

Era dicembre 2023 quando UrbanV, la startup italiana dei vertiporti, annunciò ai microfoni della Rome Drone Conference una data precisa: entro la fine del 2024, Roma avrebbe avuto i suoi taxi volanti. La prima tratta? Fiumicino centro città, in quindici minuti. In tempo per il Giubileo.

Siamo a metà 2026. I taxi volanti non sono arrivati. Ma la storia non finisce qui e capire cosa è successo nel mezzo dice molto sullo stato reale di questa tecnologia, in Italia e in Europa.

Taxi volanti a Roma nel 2024: cosa fu annunciato

Il progetto si basava su una partnership solida, almeno sulla carta. Da un lato UrbanV, fondata per costruire l’infrastruttura a terra: i vertiporti, le piattaforme di decollo e atterraggio per i velivoli elettrici. Dall’altro Volocopter, la società tedesca che aveva già testato il suo VoloCity in giro per il mondo ed era considerata la più avanzata in Europa nel percorso di certificazione degli eVTOL (veicoli elettrici a decollo verticale).

Il piano era dettagliato: primo vertiporto all’interno della sandbox di Pianabella, vicino a Fiumicino; punto di atterraggio in città, con il Parco Piccolomini tra le location candidate; rete di dieci vertiporti nell’area del GRA entro il 2027; collegamento con Viterbo, Latina, Frosinone e Rieti entro il 2030. Roma sarebbe stata la città capofila di un progetto che si sarebbe poi esteso a Bologna, Venezia e la Costa Azzurra.

Volocopter fallisce: il colpo che ha fermato tutto

Il 26 dicembre 2024, Volocopter ha presentato istanza di insolvenza presso il tribunale di Karlsruhe. L’amministratore provvisorio Tobias Wahl ha spiegato che, nonostante gli intensi sforzi di raccolta fondi, non era stato possibile trovare una soluzione praticabile per mantenere le operazioni in vita.

Non è stato un caso isolato. Nell’autunno 2024 era già crollata Lilium, altra startup tedesca degli aerotaxi, che aveva vissuto un breve “miracolo di Natale” con una ricapitalizzazione d’emergenza prima di andare definitivamente in insolvenza. Vertical Aerospace aveva cercato fondi d’emergenza. Rolls-Royce aveva abbandonato il settore.

Il problema non è tecnico: gli eVTOL funzionano, i test lo hanno dimostrato. Il problema è economico e regolatorio: certificare un nuovo tipo di velivolo in Europa richiede tempi e capitali enormi, e il mercato degli investitori ha smesso di essere paziente. L’hype dei primi anni Venti si è scontrato con la realtà dei bilanci.

Per Roma, il fallimento di Volocopter ha significato una cosa sola: il partner scelto per operare i voli non c’era più.

UrbanV riparte: nuovo partner, nuova timeline per i taxi volanti

UrbanV, però, non si è fermata. A maggio 2025 ha annunciato una partnership con Future Flight Global, società operativa specializzata nel dispiegamento di velivoli eVTOL e a decollo convenzionale. L’accordo combina l’expertise infrastrutturale di UrbanV con le capacità operative di Future Flight Global, e riparte sempre da Roma come città pilota.

Il piano aggiornato prevede la rete di dieci vertiporti dal 2026 in avanti, con l’infrastruttura digitale gestita tramite Amazon Web Services per automatizzare l’esperienza passeggeri dal check-in alla boarding. L’ambizione non è cambiata: Roma come hub europeo della mobilità aerea urbana. Sono cambiate le tempistiche e, soprattutto, il partner con cui realizzarla.

Quando arriveranno davvero i taxi voltanti a Roma?

Non si sa con certezza, ma prima del 2027 è improbabile per qualsiasi servizio commerciale su scala reale.

Sul fronte regolatorio, l’EASA (European Aviation Safety Agency) sta ancora completando il quadro normativo per gli eVTOL. In Italia, ENAC ha fatto da pioniere ed è uno dei motivi per cui UrbanV ha scelto Roma come base, ma anche il percorso italiano è più lungo del previsto. Le prime certificazioni commerciali degli eVTOL in Europa, inizialmente attese per il 2024, sono slittate al 2025-2026, e anche questo calendario appare ottimistico.

Il mercato resta però in movimento. Joby Aviation negli Stati Uniti e Archer sono i produttori attualmente più avanzati nel percorso di certificazione FAA. In Europa, dopo il crollo di Volocopter e Lilium, il campo si è ridotto ma non svuotato. E l’Italia, grazie al lavoro di UrbanV e ENAC, mantiene una posizione avanzata rispetto alla media europea.

Dal punto di vista del mercato globale, le proiezioni restano significative: lo studio PwC sul mercato italiano dell’Advanced Air Mobility stima una crescita da 490 milioni di euro nel 2023 a 1,85 miliardi entro il 2030, con il segmento trasporto passeggeri che passerebbe da 13 a 590 milioni. Una traiettoria che giustifica la persistenza degli investitori ma che sposta l’orizzonte temporale più in là rispetto alle promesse iniziali.

La storia dei taxi volanti a Roma non è la storia di un fallimento

È la storia di una tecnologia reale che si sta scontrando con la distanza tra la velocità dell’innovazione e quella della regolamentazione, dei mercati finanziari e delle infrastrutture cittadine.

Roma rimane una delle città europee più attrezzate per ospitare questo servizio quando sarà maturo: ha il lavoro infrastrutturale di UrbanV, il quadro regolatorio di ENAC, un aeroporto pronto e una destinazione turistica che giustifica la domanda. Il problema non è “se” ma “quando”. E la risposta a questa domanda, oggi, è ancora aperta.

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