C’è un momento in cui il Gazometro smette di essere un monumento. E inizia a parlare.
C’è un momento speciale a Roma, quando il sole tramonta e la città sembra trattenere il respiro. In quel momento, nel cuore del quartiere Ostiense, il Gazometro – icona silenziosa di un passato industriale – inizia lentamente a illuminarsi. Non si tratta di semplice luce: è energia pura, visione digitale, poesia contemporanea. È Videocittà.





Da diversi anni, questo festival non è soltanto uno spettacolo per gli occhi, ma una vera e propria dichiarazione d’amore verso Roma, la sua storia e la sua capacità di abbracciare il futuro senza paura. Videocittà ci insegna ogni anno che il futuro non è un territorio astratto da immaginare lontano, ma uno spazio da abitare insieme, oggi.
La grandezza di Videocittà risiede proprio in questo: nella capacità di dialogare con la memoria della città, con la sua eredità industriale, e trasformarla in qualcosa di straordinariamente contemporaneo e innovativo. Il Gazometro non viene cancellato, non viene oscurato dalle installazioni, ma diventa esso stesso il cuore pulsante di un’esperienza immersiva unica al mondo. Ed il coraggio del main partner Eni, proprietario di quello che oramai è diventato un nuovo monumento di Roma, quello di aprirne le porte alla città e al futuro.
Ogni edizione ha portato con sé un tema potente, esplorato attraverso la quadrilogia degli elementi: la Luna, la Terra, la Galassia e infine, nel 2025, il Sole. Quest’ultima edizione, dominata dalla spettacolare installazione “Solar” di Quayola, è stata forse l’apice di un percorso narrativo che non ha soltanto affascinato il pubblico, ma ha profondamente segnato l’identità culturale e artistica di Roma. “Solar”, un’alba e un tramonto digitali perpetui, ha mostrato cosa accade quando l’arte incontra la tecnologia, quando la creatività si fonde con la sostenibilità, quando il passato si riconcilia con il futuro.
Passeggiare tra le installazioni, fermarsi ad ascoltare i talk sul futuro della tecnologia e dell’arte digitale, guardare le performance audiovisive internazionali con musicisti e artisti di altissimo profilo – tutto questo non è soltanto spettacolo: è cultura viva, dialogo continuo, comunità in movimento. Ed è proprio questo ciò che Roma può offrire al mondo, ciò che Rome Future Week® intende promuovere: una visione concreta e tangibile del futuro, fatta di persone, idee e luoghi che sanno rigenerarsi costantemente.
L’esperienza immersiva offerta da Videocittà ha un valore inestimabile. Non solo per la bellezza evidente, per le emozioni suscitate, ma anche per la capacità di attivare concretamente processi di rigenerazione urbana. Il festival, infatti, non si limita a illuminare e animare il Gazometro per poche sere d’estate, ma contribuisce a un progetto più ampio di trasformazione del quartiere Ostiense da distretto industriale a hub di innovazione tecnologica e culturale. Un impatto profondo e duraturo, che dimostra come gli eventi culturali possano generare sviluppo, lavoro, impresa e innovazione.





In fondo, è questo il messaggio che vogliamo portare avanti con Rome Future Week®: che il futuro non si limita ad essere celebrato, ma deve essere costruito giorno dopo giorno. Vogliamo eventi che non siano soltanto esperienze effimere, ma tappe di un percorso di crescita collettiva. Vogliamo eventi che possano lasciare un segno, cambiare la percezione della città, stimolare collaborazioni, idee e progetti nuovi.
Videocittà è un esempio virtuoso di come Roma possa e debba ambire ad essere una città sempre più dinamica, capace di attrarre artisti, imprenditori, innovatori e cittadini del mondo, desiderosi di vivere il futuro anziché aspettarlo. Con Rome Future Week® continueremo a lavorare per questo obiettivo, consapevoli che ogni evento, ogni incontro, ogni opera possa contribuire a costruire la Roma di domani.
Perché, se c’è una cosa che Roma ha sempre saputo fare bene, è guardare avanti senza dimenticare ciò che è stata. È ora di accendere il futuro, insieme.



