Indice
Chi percorre le vie del centro storico di Roma lo percepisce subito: porte che un tempo nascondevano appartamenti abitati da famiglie oggi conducono a case vacanza e affitti brevi, i citofoni riportano sigle di società di gestione e le key box spuntano accanto ai portoni. È il segno visibile della turistificazione e della crescita delle piattaforme come Airbnb, un fenomeno che sta trasformando in profondità la vita nei rioni storici.
La pressione degli affitti brevi
Secondo il report Roma Contesa di IZILab, la durata media del soggiorno nelle strutture extralberghiere è di circa 4,7 giorni, quasi il doppio rispetto ai 2,4 giorni degli hotel. Questo spiega perché l’impatto degli affitti brevi sul tessuto urbano sia così forte.
Il centro storico, che rappresenta meno del 2% della superficie cittadina, raccoglie oltre il 70% dei pernottamenti turistici. La densità di alloggi turistici è altissima: secondo le analisi di Mapparoma, nel solo Municipio I si contano circa 15.700 alloggi Airbnb, di cui oltre 4.000 concentrate nell’area più antica della città
Conseguenze per i residenti
Gli affitti brevi sono spesso più redditizi delle locazioni tradizionali: in tre o quattro mesi un proprietario può guadagnare quanto in un anno di affitto a lungo termine. Questo riduce l’offerta abitativa per i residenti e spinge i canoni verso l’alto. Il risultato è spopolamento e desertificazione sociale, con famiglie e giovani costretti a spostarsi in periferia.
Le regole che stanno cambiando
- A livello europeo il nuovo Regolamento affitti brevi obbliga le piattaforme a condividere dati con le amministrazioni
- In Italia, dal 2024, l’aliquota della cedolare secca sugli affitti brevi è salita al 26% per chi affitta più di un immobile
- A Roma è in preparazione un regolamento sugli affitti brevi per bilanciare attrattività turistica e diritto all’abitare
- Sul fronte sicurezza, il Ministero dell’Interno ha vietato i self check-in tramite key box, considerati rischiosi
Verso una città equilibrata
Il tema degli affitti brevi a Roma non riguarda soltanto l’economia: incide sulla vivibilità dei quartieri e sull’identità stessa della città. Guardare al futuro significa integrare dati, regole e politiche abitative per mantenere il centro vivibile e per garantire che il turismo sia un valore condiviso e non una pressione insostenibile.
Affrontare questa sfida richiede un approccio innovativo e partecipato, in cui istituzioni e comunità collaborano per immaginare soluzioni sostenibili. In questa direzione si muove anche la Rome Future Week®, che dedica ampio spazio ai temi della trasformazione urbana, della sostenibilità e della tecnologia. Il messaggio è chiaro: innovazione e inclusione devono camminare insieme, così che la Roma di domani sappia unire opportunità economiche e diritto all’abitare, mantenendo il suo tessuto sociale vivo e vitale.
Per saperne di più…
Quanto dura in media un soggiorno in affitto breve a Roma?
Quasi 4,7 giorni, contro i 2,4 degli hotel: un tempo più lungo che amplifica l’impatto nei quartieri.
Quanti alloggi Airbnb ci sono nel centro di Roma?
Secondo stime indipendenti, nel Municipio I si contano circa 15.700 unità, di cui oltre 4.000 nel cuore del centro storico.
Gli affitti brevi fanno aumentare i prezzi delle case?
Sì, perché spesso in pochi mesi di locazioni turistiche un proprietario guadagna quanto in un anno di affitto tradizionale. Questo riduce l’offerta abitativa e spinge verso l’alto i canoni.
Quali regole sugli affitti brevi sono in vigore?
A livello europeo esiste un regolamento che obbliga le piattaforme a condividere dati con i Comuni; in Italia l’aliquota della cedolare secca è salita al 26% per chi affitta più di un immobile; a Roma è in preparazione un regolamento specifico.



