16 - 22 Settembre, Roma

Gamification: prendiamo sul serio il divertimento

Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione

Negli ultimi anni, la gamification ha guadagnato molto terreno in aree come la formazione aziendale, la comunicazione e il recruiting, grazie alle capacità di incentivare la partecipazione, l’interazione, l’apprendimento e il coinvolgimento. Ma è proprio così? E quali sono le basi e i presupposti affinché la gamification abbia successo? Scopriamolo insieme.

Distinzioni: gamification VS serious games

La gamification è una metodologia che applica meccaniche tipiche dei giochi e videogiochi in contesti non ludici.

I “serious games” sono giochi (non necessariamente videogiochi) progettati interamente come simulazioni della realtà, che al contempo presentano elementi ludici e informativi o formativi al proprio interno.

Da un certo punto di vista utilizzano approcci inversi: se la gamification aggiunge il gioco, ad esempio, a un percorso formativo, i serious games aggiungono un obiettivo didattico a un gioco.

Di fatto gli obiettivi spesso coincidono, e sono generalmente quelli di motivare, coinvolgere e incentivare un cambiamento comportamentale, oppure semplicemente trasmettere un messaggio in maniera efficace, sfruttando alcune meccaniche tipiche, vediamone alcune. 

Le meccaniche

Le meccaniche sono gli elementi fondamentali di un’esperienza di gamification o di serious games. Vediamo le principali:

  • Punti: assegnazione di punti per completare determinate azioni o compiti.
  • Badge: premiazione degli utenti con badge o distintivi per raggiungere determinati obiettivi o livelli.
  • Classifiche: realizzazione di classifiche per confrontare le prestazioni degli utenti rispetto agli altri.
  • Premi e ricompense: offerta di premi tangibili o ricompense virtuali per il raggiungimento degli obiettivi.
  • Livelli: setting della progressione nei livelli, che diventano sempre più difficile man mano che si avanza.
  • Sfide: proposizione di sfide o obiettivi specifici da completare entro un certo periodo di tempo.
  • Storytelling: introduzione di una storia o di un contesto narrativo per rendere l’esperienza più coinvolgente e avvincente.
  • Personalizzazione: predisposizione di personaggi o avatar personalizzabili dagli utenti.
  • Feedback: gestione del feedback costante sugli obiettivi raggiunti o sulle azioni compiute.
  • Socialità: integrazione di elementi sociali come la collaborazione, la competizione o la condivisione con altri utenti.

Psicologia del game design

I principi classici alla base del game design includono:

  • Motivazione intrinseca ed estrinseca: utilizzando ricompense, obiettivi e gratifiche, si mira a stimolare la motivazione intrinseca (attraverso l’interesse per il gioco stesso) ed estrinseca (attraverso ricompense esterne come punti o premi) degli utenti, che possono conformarsi alle aspettative sociali o confrontarsi con gli altri giocatori, integrando elementi sociali come la competizione o la collaborazione tra giocatori, che favoriscono il senso di comunità e l’interazione sociale, o alimentano la sensazione di invidia e il desiderio per i successi altrui.
  • Coinvolgimento emotivo e sociale: incorporando elementi narrativi e design coinvolgenti, si mira a generare un forte coinvolgimento emotivo negli utenti, stimolando ad esempio la sensazione di essere parte di qualcosa più grande di sé stessi, come una missione o una storia epica da compiere, che spinge a partecipare attivamente e persistere nel gioco.
  • Sviluppo e autorealizzazione: adattando il gioco alle preferenze e alle capacità degli utenti e creando obiettivi chiari e sfide stimolanti, si incoraggia i giocatori a perseguire il progresso e a superare ostacoli, favorendo un senso di controllo e di rilevanza personale e aumentando così il coinvolgimento e la soddisfazione.
  • Possesso e scarsità: coinvolgendo gli utenti nel desiderio di possedere e controllare risorse, oggetti o risultati all’interno del contesto del gioco o dell’attività gamificata, si può stimolare un senso di urgenza e desiderio causato dalla percezione di risorse limitate o da una certa scadenza temporale.
  • Potere di influenza e risparmio: fornendo la possibilità di influenzare l’ambiente o gli altri giocatori, insieme alla capacità di risparmiare risorse o ottenere vantaggi tramite determinate azioni o strategie, si stimola il coinvolgimento e la motivazione.

Combinando adeguatamente questi elementi si possono progettare esperienze di gamification eccezionali, per condurre una persona a quello che viene definito in gergo – stato di Flusso – ovvero una profonda concentrazione, un coinvolgimento totale e un senso di piacere intrinseco durante l’esperienza di gioco.

Tale concetto ha avuto un impatto significativo in diverse discipline, comprese la psicologia, la gamification ed il design.

In particolare l’UX Design, abbreviazione di User Experience Design (Progettazione dell’Esperienza Utente), è un approccio metodologico nel campo del design che si concentra sulla creazione di prodotti, servizi o sistemi che offrono esperienze soddisfacenti, efficienti e significative agli utenti.

Progettare un gioco online passa inevitabilmente dall’UX Design, attraverso l’analisi delle esigenze, dei comportamenti e delle preferenze degli utenti finali al fine di creare soluzioni che siano intuitive, accessibili, piacevoli da utilizzare e in grado di soddisfare le loro aspettative, e comprende diverse fasi, tra cui ricerca, analisi, progettazione, prototipazione e valutazione.

Alcune statistiche sull’efficacia della gamification

Ecco alcuni dati che evidenziano l’efficacia della gamification:

  • Aumento dell’engagement: secondo una ricerca condotta da Gallup, l’engagement dei dipendenti può aumentare fino al 48% attraverso l’uso della gamification nei contesti lavorativi.
  • Miglioramento delle prestazioni: uno studio condotto dalla Wharton School ha rivelato che l’uso della gamification può portare a un aumento delle prestazioni lavorative fino al 90%.
  • Riduzione dei tempi della formazione: secondo la Gartner, l’uso della gamification può ridurre i tempi di formazione fino al 50%.
  • Aumento della retention: un rapporto di Aberdeen Group ha evidenziato che le aziende che utilizzano la gamification hanno un tasso di retention dei dipendenti fino al 36% superiore rispetto a quelle che non la utilizzano.
  • Miglioramento della produttività: secondo una ricerca condotta da M2 Research, l’uso della gamification può aumentare la produttività fino al 25%.
  • Aumento dell’apprendimento: uno studio condotto dalla Harvard Business Review ha dimostrato che l’uso della gamification può aumentare l’apprendimento del 50% rispetto ai metodi tradizionali. 

Casi di successo: le aziende e la gamification

Deloitte

Deloitte ha implementato una piattaforma di gamification chiamata “Deloitte Leadership Academy”. Questa piattaforma offre ai dipendenti una varietà di moduli di formazione interattivi e coinvolgenti, che includono giochi, simulazioni e attività di apprendimento basate su scenari. Grazie a questa iniziativa, Deloitte è riuscita a migliorare l’engagement dei dipendenti, aumentare la partecipazione alla formazione e sviluppare competenze cruciali per la leadership e il successo aziendale.

Google

Google ha implementato la gamification attraverso la sua piattaforma di formazione interna chiamata “Googler-to-Googler”. Questa piattaforma offre ai dipendenti la possibilità di creare e partecipare a corsi di formazione interattivi, utilizzando elementi di gamification come badge, punti e classifiche. Grazie a questa iniziativa, Google ha favorito una cultura di apprendimento continuo e collaborativo all’interno dell’azienda, migliorando le competenze dei dipendenti e promuovendo lo sviluppo personale e professionale.

IBM

IBM ha utilizzato la gamification per migliorare il processo di onboarding dei nuovi dipendenti attraverso la piattaforma “Blue Pulse”. Questa piattaforma offre ai nuovi assunti una serie di attività interattive e giochi che li aiutano a familiarizzare con la cultura aziendale, i valori, i processi e i prodotti dell’azienda. Grazie a Blue Pulse, IBM è riuscita a ridurre i tempi di onboarding, migliorare l’integrazione dei nuovi dipendenti e promuovere una maggiore retention aziendale.

Conclusioni

In conclusione, l’applicazione dei serious games rappresenta una svolta significativa nell’evoluzione della gamification, soprattutto in ambito HR e nella gestione delle competenze digitali. Questi giochi non sono solo un modo di coinvolgere i dipendenti, ma possono rappresentare una strategia efficace per migliorare la formazione, la selezione e la valutazione delle competenze. Il futuro delle risorse umane digitali è strettamente intrecciato con la gamification e l’uso sempre più diffuso dei serious games. L’implementazione di queste strategie può contribuire anche a creare un ambiente aziendale più dinamico e stimolante.

La tecnologia digitale, inclusa la realtà virtuale e l’intelligenza artificiale, sarà sempre più integrata nei serious games, offrendo esperienze ancora più realistiche e personalizzate e dunque possiamo aspettarci che i serious games diventino una componente fondamentale della gestione delle risorse umane digitali, guidando il modo in cui le aziende ricercheranno, coltiveranno e promuoveranno la crescita professionale dei talenti in futuro.

Marco Di Lullo, Head of Digital Marketing @Philmarkgroup

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