21 - 27 Settembre 2026, Roma

Il più grande museo dedicato ai videogiochi d’Italia: il GAMM di Roma 

A due passi da Piazza della Repubblica e a pochi giorni dall’inizio del Giubileo 2025, la mattina del 30 novembre 2024 ha aperto le porte al pubblico GAMM, Game Museum, il Museo del Videogioco di Roma, il più grande d’Italia, un’alternativa ai luoghi d’interesse cittadini più gettonati che saranno maggiormente affollati durante l’Anno Santo. 

700 metri quadri di spazio, più di 600 pezzi in mostra, 120 schermi di vario tipo, 24 stazioni interattive digitali, tre aree tematiche e due piani, sono alcuni dei numeri di uno spazio museale che si fa luogo d’incontro innovativo tra appassionati e curiosi, fra passato, presente  e futuro, dove i videogiochi sono e diventano (anche) arte.  

Tutto questo nel centro di Roma, città che si trova ad affrontare un periodo complesso come quello del Giubileo, momento in cui fare leva sull’innovazione tecnologica e sociale diventa una priorità, per diversificare l’offerta turistica e per rendere Roma ancor più un crocevia di storia, cultura, arte e anche innovazione

Cos’è il GAMM, in breve 

“Un museo che non si limita a esporre console e videogiochi, ma che offre un’esperienza immersiva attraverso la storia, la tecnologia e il gameplay delle opere interattive” ha detto in occasione della presentazione Marco Accordi Rickards, direttore del GAMM e co-fondatore di Kabuto, startup che si occupa di tecnologia e che gestisce il museo.  

È in sostanza uno spazio in cui il videogioco diventa una forma d’arte interattiva, sempre più centrale negli ultimi anni e a cui per questo il progetto mira a riconoscere valore culturale e artistico. Come? Con diversi approcci, con varie soluzioni pensate per accompagnare i visitatori e far loro esplorare il mondo dei videogiochi ripercorrendone le origini fino a saggiarne le ultime innovazioni, a partire dal GAMMDOME, una delle tre aree tematiche in cui  è suddiviso il percorso museale. 

Le tre aree tematiche del GAMM 

Si parte proprio con GAMMDOME, la prima area tematica del GAMM in cui esplorare l’intera storia dei videogiochi attraverso un percorso immersivo e multimediale. Ci sono oltre 24 stazioni interattive digitali, vari reperti storici, contenuti utili per approfondire l’impatto e il rapporto del gaming con altre forme d’arte, diversi contributi video di autori ed esperti del settore, come Don Daglow e Warren Spector, e vari materiali educativi pensati anche per i più  piccoli.  

La seconda tappa è PARC – Path of Arcadia, sezione dedicata ai classici videogiochi da bar e sala in voga fra la fine degli anni Settanta e i primi Novanta. Ci sono più di 20 coin-up (abbreviazione di coin-operated, ovvero “macchina a gettoni” in italiano), protagonisti di  quest’area tematica che ripercorre l’evoluzione dei videogiochi arcade accompagnando i visitatori in un viaggio nell’era d’oro di Pac-Man, Karate Champ e Street Fighter. 

HIP – Historical Playground è la terza e ultima area tematica del GAMM, quella posta al piano inferiore e dedicata al gameplay e al game design. Si tratta di una sezione più tecnica in cui si viene invitati a esplorare la struttura narrativa, le tecniche di interazione, le logiche di  design e le tecnologie su cui si sono basati e si basano ancora i videogiochi. Come le altre due aree tematiche, anche HIP è un ambiente interattivo, in cui i visitatori possono interagire con  oltre 2.000 titoli fruibili attraverso varie postazioni per giocare. 

Come visitare il GAMM 

Il Museo del Videogioco di Roma GAMM si trova in un palazzo ottocentesco a pochi passi dalla stazione Termini di Roma, precisamente in Via delle Terme di Diocleziano, 35/36. È  aperto tutti i giorni: da domenica a giovedì dalle ore 9:30 alle 19:30, mentre fino alle ore 23:30 il venerdì e il sabato.  

Il biglietto intero costa 15 euro, 12 per le persone ultrasessantacinquenni, per disabili e per componenti di gruppi di almeno 12 persone. Volendo, pagando 3 euro in più a persona è possibile prenotare anche una visita guidata. Maggiori dettagli sul museo sono reperibili sul sito web del GAMM, dove è possibile inoltre interagire con un assistente AI sotto forma di chatbot a cui chiedere informazioni di vario tipo, anche a voce. 

di Pietro Paolucci

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