21 - 27 Settembre 2026, Roma

ROAD compie tre anni e apre una nuova fase per l’innovazione sostenibile

C’è un punto di Roma in cui la memoria industriale della città incontra alcune delle sfide più attuali della transizione energetica e digitale. È l’area del Gazometro di Ostiense, uno dei luoghi più riconoscibili dello skyline romano, oggi al centro di un processo di trasformazione che unisce ricerca, impresa, formazione, cultura e sperimentazione tecnologica.

In questo contesto, nel maggio 2023 è nato ROAD – Rome Advanced District, la rete di imprese promossa da Eni insieme ad Acea, Autostrade per l’Italia, Bridgestone, Cisco, Gruppo FS, eFM e NextChem. L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: sviluppare, promuovere e accelerare progetti di innovazione sostenibile e ricerca applicata, creando collaborazioni di filiera tra aziende, università, centri di ricerca, startup e PMI innovative.

A tre anni dalla nascita, ROAD entra in una nuova fase. Il triennio 2026–2029 segna infatti un’evoluzione del progetto, con l’ingresso di eFM nella rete e con un piano orientato a rafforzare il ruolo del distretto come ponte tra tecnologia, industria e istituzioni.

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Dal Gazometro alla città del futuro

La scelta del Gazometro di Roma Ostiense racconta già una visione. L’area, di proprietà Eni, si estende per circa 13 ettari in un quadrante urbano storicamente legato alla produzione energetica della Capitale. Qui, nei primi decenni del Novecento, si concentrava una parte importante della modernità industriale romana. Oggi quello stesso spazio si è trasformato in Distretto dell’innovazione.

Il Gazometro accoglie diverse realtà legate a Eni e alla trasformazione energetica. Tra queste ci sono EniLab 2050, spazio dedicato ai progetti e alle tecnologie sviluppate nei centri di ricerca Eni; Joule, la Scuola di Eni per l’Impresa, che supporta startup innovative e percorsi di formazione imprenditoriale; Zero, acceleratore cleantech della rete nazionale di CDP Venture Capital; Enilive Academy, centro dedicato allo sviluppo delle competenze professionali per i futuri asset energetici.

In questo ecosistema si inserisce ROAD, pensato come laboratorio a cielo aperto per sperimentare soluzioni legate a decarbonizzazione, economia circolare, fonti rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile e smart cities. Il modello è quello del living lab: uno spazio urbano reale in cui tecnologie e competenze e possano incontrarsi al fine di generare nuove soluzioni sostenibili.

Un distretto che mette in relazione competenze diverse

ROAD nasce come rete di imprese, ma il suo valore sta soprattutto nella capacità di creare connessioni tra soggetti diversi. Corporate, PMI, istituzioni, università, startup e centri di ricerca collaborano , condividendo competenze e sperimentando soluzioni in una logica di filiera integrata.

La rete ha indicato fin dalla nascita alcuni obiettivi operativi: accelerare progetti di ricerca scientifica, industriale e tecnologica; creare collaborazioni tra dipartimenti R&D e mondo della ricerca; utilizzare l’area di Ostiense come ambiente di sperimentazione; attrarre e formare talenti per i nuovi mestieri.

Il tema delle competenze resta centrale. ROAD, infatti, guarda alla transizione energetica e digitale anche attraverso l’evoluzione delle competenze richiesta dal mondo del lavoro, con la volontà di definire programmi di formazione, incentivare processi di co-innovazione interni alle aziende e costruire un osservatorio condiviso sui dati e sui trend legati alle nuove filiere.

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FULL ROAD e la guida autonoma in ambiente urbano controllato

Il primo dei progetti chiave presentati all’interno di ROAD è FULL ROAD, sviluppato in collaborazione con il MOST, il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. Il progetto introduce un living lab dedicato alla guida autonoma in ambiente urbano controllato. 

FULL ROAD prevede la simulazione di un circuito stradale capace di replicare scenari di guida reali attraverso l’interazione con sensori e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è testare soluzioni per la guida autonoma migliorando sicurezza, efficienza operativa e capacità di monitoraggio. 

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Il progetto lavora su tre dimensioni principali. La prima è la riduzione dei costi di sviluppo, resa possibile dalla simulazione di scenari reali in un ambiente controllato. La seconda è il potenziamento della sicurezza dei veicoli autonomi, attraverso test accurati sull’interazione tra veicoli, sensori e contesto esterno. La terza è l’ottimizzazione della manutenzione, grazie al monitoraggio costante dei mezzi e dei sistemi di guida in condizioni realistiche.

Il Digital Twin ROAD come strumento di gestione urbana

Occupa un ruolo centrale anche il Digital Twin ROAD. Il distretto dell’innovazione di Roma Ostiense viene immaginato come un modello di quartiere del futuro grazie a una replica 3D dell’area, capace di integrare dati e simulare scenari complessi.

Il gemello digitale permette di osservare l’ambiente urbano in modo dinamico, aggiornato e misurabile. Attraverso questo strumento è possibile testare soluzioni legate alla mobilità, alla gestione delle risorse e alla pianificazione urbana, prima della loro applicazione nello spazio fisico.

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In questa prospettiva, il Digital Twin ROAD diventa uno strumento di lettura e progettazione della città. Una piattaforma utile a comprendere come infrastrutture, ambiente e mobilità possano dialogare in modo più efficiente e sostenibile.

Il nuovo triennio 2026–2029 

Con l’avvio del ciclo 2026–2029, ROAD rafforza la propria identità come punto di riferimento in Italia per la tech advocacy, favorendo il collegamento tra istituzioni e imprese per accelerare l’evoluzione tecnologica dei sistemi urbani e infrastrutturali.

La nuova fase è accompagnata dall’ingresso di eFM come cofondatore della rete. eFM, tra i principali player internazionali nell’experience “as a service” e tra gli attori attivi nei processi di digital real estate, contribuirà allo sviluppo dell’ecosistema ROAD anche attraverso uno spazio dedicato a progetti di PlaceTech, ricerca e sviluppo, formazione e supporto alle startup.

Tre le direttrici del nuovo piano: la resilienza delle infrastrutture, con soluzioni tecnologiche per l’asset integrity e il supporto decisionale in tempo reale; l’energy management, attraverso modelli di digital twin urbani capaci di simulare e gestire lo stress operativo delle città integrando dati infrastrutturali, ambientali e di mobilità; la mobilità avanzata, con l’evoluzione del circuito FULL ROAD.

Accanto a queste linee di sviluppo, ROAD guarda anche alla dimensione internazionale. In qualità di membro di IASP, l’associazione dei parchi scientifici, la rete lavorerà per ampliare le collaborazioni oltre i confini italiani attraverso partnership con i principali distretti tecnologici internazionali.

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Una piattaforma aperta per l’innovazione sostenibile

Il percorso di ROAD mostra come l’innovazione urbana richieda luoghi, strumenti e alleanze. Il Gazometro di Roma Ostiense diventa così un’infrastruttura simbolica e operativa: uno spazio in cui la storia industriale della città viene riletta attraverso le tecnologie per la transizione energetica, la mobilità sostenibile, la gestione dei dati e lo sviluppo delle competenze.

A tre anni dalla nascita, ROAD si presenta come un ecosistema in evoluzione. Il primo ciclo ha costruito le basi di una rete tra imprese, ricerca e istituzioni. Il nuovo triennio punta a consolidare questa traiettoria, trasformando il distretto in un laboratorio sempre più aperto alla sperimentazione, alla collaborazione e alla crescita internazionale.

Per Roma, significa osservare da vicino un possibile modello di città futura: più connessa, più capace di leggere i propri dati e più capace di trasformare l’innovazione in servizi concreti per il terriorio e per l’intero Paese.

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