16 - 22 Settembre, Roma

Il Metaverso non esiste? Facciamo chiarezza con Edoardo Di Pietro

Che cos’è il Metaverso? E perché ne sentiamo parlare così tanto?

Insieme a Edoardo Di Pietro, Digital Communication Strategy e primo laureato nel Metaverso, proveremo a fare un po’ di chiarezza.

All’interno del suo libro The Metaverse, Matthew Ball, uno dei più attenti teorici del Metaverso, definisce il mondo virtuale come ”una rete interoperabile di mondi virtuali 3D rappresentati in tempo reale, che può essere esperita in modo sincrono e persistente da un numero illimitato di utenti con una sensazione individuale di presenza, e con continuità di dati come: l’identità, la storia, i diritti acquisiti, gli oggetti, le comunicazioni e i pagamenti.

Nel video sottostante è riprodotta la scena iniziale di Ready Player One (2018), un film del regista Steven Spielberg basato sull’omonimo romanzo (2011) di Ernest Cline.

Vi consiglio di dargli un’occhiata per farvi un’idea di come il Metaverso sia stato teorizzato dalla letteratura.

Se queste sono le premesse, allora possiamo dire che il Metaverso non esiste.

Adesso voi direte: “Ma come? E perché ne sentiamo parlare così tanto? Che cos’è quindi il Metaverso?”

Prima di rispondere facciamo un piccolo passo indietro.

Sono Edoardo Di Pietro, appassionato di innovazione e comunicazione digitale, founder di Wando Agency e primo laureato nel Metaverso.

Il 1 luglio del 2022, in un giorno caldissimo, ho presentato la mia tesi di laurea dal titolo Tra presente e futuro: l’impatto del Metaverse sulla società in una maniera un po’ particolare.

La discussione è infatti avvenuta in una doppia modalità: sia in presenza, di fronte alla commissione in un’aula dell’Università degli Studi di Torino, che nel Metaverso, sulla piattaforma Spatial.io, con amici e parenti connessi da ogni parte del mondo. 

I motivi di questa scelta sono stati molteplici: 

  • dare concretezza al mio elaborato di tesi;
  • far comprendere alla commissione cosa fosse il Metaverso non solo con la teoria, ma anche con la pratica;
  • dato che solo quattro persone avevano la possibilità di accedere all’aula fisica a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, volevo trovare un modo per far sì che i miei cari potessero comunque prendere parte a un evento così importante.

Ecco che da questa idea mi sono aggiudicato il titolo di “Primo laureato nel Metaverso”.

Ma tornando a noi: che cosa si intende dunque per Metaverso?

Perché è così difficile da comprendere ma al tempo stesso continua ad affascinarci?


Partiamo dall’etimologia. Il termine “Metaverso” è composto da meta-, preposizione greca che indica qualcosa che “va oltre”, che è “al di là”, e dalla radice versus, derivante dal supino verbo latino vèrtere (volgere) e  che sta a significare “raccolto in una unità”, “un tutto insieme”; in breve, “Metaverso” si può definire come un “oltre-universo”.  

Il termine è stato coniato dallo scrittore Neal Stephenson nel suo romanzo cyberpunk “Snow Crash” (1992), in cui egli descrive un mondo virtuale condiviso in cui le persone possono interagire tra loro attraverso avatar personalizzati.

Il termine è poi esploso il 28 ottobre del 2021, dopo il rebranding dell’azienda Facebook, che ha cambiato il proprio nome in Meta, puntando sul Metaverso come nuova frontiera della social technology.

Sono diverse le caratteristiche racchiuse dentro a questo termine: decentralizzazione, immersività, esperienza, socialità, dematerializzazione, economia digitale, virtualizzazione.

E tante sono anche le tecnologie che ne stanno alla base: Realtà Virtuale, Realtà Aumentata, Blockchain, Intelligenza Artificiale ecc.

Nell’immaginario comune sarà possibile accedervi tramite visori o device indossabili. Più verosimilmente, oggi il Metaverso non è rappresentato da un unico grande spazio virtuale, ma è accessibile dai più canonici dispositivi (smartphone, PC, tablet), è controllato da grandi aziende e si avvicina al concetto di spazio virtuale sociale simile ai più famosi videogiochi, come Roblox. 

Sotto il cappello di Metaverso possiamo così inserire tantissimi attributi. Internet si sta evolvendo diventando sempre più in una zona di esperienza sociale. Con molta probabilità, in un futuro non così remoto, in questo spazio ci si ritroverà, si proverà emozioni in compagnia dei propri cari, ci si divertirà, si acquisterà e si socializzerà.

L’interazione sarà in tempo reale, in uno spazio virtuale e tramite avatar. L’esperienza non sarà fisica, ma i risvolti lo saranno (eccome!).

A questo punto, in base ai dati raccolti, alle informazioni scambiate con esperti e appassionati e alle varie previsioni esistenti, le ipotesi più rilevanti da tenere in considerazione quando pensiamo al futuro del Metaverso sono tre, da quella più generale a quella più specifica:

  1. un Metaverso generalista come quello appena analizzato; 
  2. più “mondi” verticali specializzate in base all’obiettivo o al settore (modello simile a quello delle attuali piattaforme); 
  3. infine l’opzione di un numero consistente di metaversi creati dalle aziende per permettere agli utenti di vivere la propria esperienza, testare prodotti o servizi e entrare ancora più a contatto con il brand.

Lascio scegliere a voi quale di queste possa essere la più valida per i prossimi anni.

Per adesso le persone vi possono essere trasportate con singole esperienze indette per lo più da star, brand o eventi di persone conosciute, come ho fatto io per la mia laurea. Ma in futuro potremmo non avere un pretesto per entrare in uno spazio virtuale: potremmo incontrare il nostro team di lavoro o i nostri clienti, fare shopping, o divertirci con gli amici, perché sarà indispensabile come controllare oggi la nostra posta elettronica, con tutti i vantaggi e i disagi che ne conseguiranno.

Vorrei concludere lasciandovi alcune parole chiave da tenere in considerazione una volta che ci avvicineremo al Metaverso:

  1. Consapevolezza
  2. Equilibrio
  3. Buon senso
  4. Tutela (dati, privacy, diversità, persone a noi cari e nuove generazioni).

Vogliamo veramente che il Metaverso sia un altro mondo fantastico nel quale rifugiarci?

Ricordiamoci che esso dovrà implementare la realtà e non sostituirla. Quindi adesso è il nostro momento. Rimbocchiamoci le maniche e affrontiamo il futuro con consapevolezza. 

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