Abbiamo rivolto una breve intervista all’agenzia di stampa Adnkronos, media partner di Rome Future Week® 2026, partendo dal valore dell’informazione nell’era dominata dall’intelligenza artificiale per arrivare al rapporto tra la tecnologia, il potere e la responsabilità del giornalismo nella raccolta e nella diffusione delle notizie.
Nel 2024 ci parlavate di uno scenario informativo sempre più disintermediato. Oggi i motori di ricerca e i sistemi di IA possono selezionare e sintetizzare le informazioni prima che arrivino al pubblico. Stiamo entrando in una nuova fase in cui cambiano gli intermediari più che scomparire? E cosa comporta per chi fa informazione?
Più che scomparire, l’intermediazione sta cambiando forma: motori di ricerca, piattaforme e IA diventano nuovi punti di accesso all’informazione. Per chi fa giornalismo significa rafforzare ciò che resta distintivo: autorevolezza della fonte, verifica, responsabilità e capacità di produrre informazione originale.
Come va ripensato il valore del contenuto giornalistico quando può essere usato per alimentare i sistemi di intelligenza artificiale?
Il contenuto giornalistico acquista ancora più valore perché è una delle materie prime su cui si costruiscono anche i sistemi di IA. La sfida è far sì che qualità, proprietà, riconoscibilità e remunerazione dell’informazione restino tutelate anche nei nuovi modelli di distribuzione.
Oggi parlare di tecnologia significa parlare anche di chi controlla i dati, le infrastrutture e le piattaforme e di chi stabilisce le regole che governano il loro utilizzo. Come cambia, da questo punto di vista, il modo in cui il giornalismo racconta l’innovazione?
Raccontare la tecnologia non significa più raccontare soltanto prodotti e innovazioni, ma anche potere: chi possiede i dati, chi controlla le infrastrutture e chi stabilisce le regole. Il giornalismo deve quindi unire competenze tecnologiche, economiche, geopolitiche e normative.
Ci sono parole legate all’innovazione e al futuro che oggi rischiano di perdere significato perché usate troppo? Come può il giornalismo riportarle ai fatti?
“Intelligenza artificiale”, “sostenibilità”, “transizione”, “innovazione” rischiano di diventare parole-contenitore. Il compito del giornalismo è riportarle alla concretezza: dati, risultati, investimenti, conseguenze sulle persone e verifica della distanza tra annunci e realtà.
Gli eventi del ciclo Adnkronos Q&A mettono in dialogo istituzioni, imprese, università ed esperti sui grandi cambiamenti in corso che riguardano i temi più attuali e urgenti dei nostri tempi. Quali questioni stanno emergendo con più forza da questi confronti? E quanto è importante, soprattutto oggi, mettere a confronto punti di vista diversi per capire il mondo che ci circonda?
Dai Q&A emerge soprattutto quanto i grandi cambiamenti – dall’IA alla demografia, dalla salute alla sostenibilità – siano ormai profondamente interconnessi. Mettere insieme istituzioni, imprese, ricerca ed esperti permette di superare letture parziali e comprendere meglio problemi che nessun soggetto può affrontare da solo.
Il tema di Rome Future Week® 2026 invita a cercare la “materia prima” da cui hanno origine le idee, le azioni, le intenzioni. Chi fa informazione in un momento storico come questo, di quale materia prima ha bisogno?
La materia prima resta la fiducia, che però va conquistata ogni giorno attraverso fonti affidabili, competenza, verifica e indipendenza. In un ambiente saturo di contenuti, la vera scarsità non è più l’informazione: sono l’attenzione e l’informazione di cui ci si può fidare.



