16 - 22 Settembre, Roma

La sanità del futuro (prossimo)

Partiamo da Roma, hic et nunc, per costruire la sanità universale

Roma, città del mondo

Il futuro di cui voglio parlare è un futuro che potrebbe essere vicinissimo in quanto disponiamo già di tutte le tecnologie per renderlo attuale nel momento stesso in cui decideremo di realizzarlo.

Quale migliore occasione per discuterne di un evento come “Rome future week®” ove si parla di innovazione e futuro nella città di Roma, che ha dato origine ad un impero millenario, alla diffusione universale del cristianesimo, centro politico ed amministrativo nazionale, al primo posto per numero di studenti di cui 40.000 fuori sede e con circa 60.000 lavoratori extraregionali, ed in quest’anno, che molto probabilmente vedrà battere i record di presenze di turisti?

Qualcuno si starà chiedendo cosa ha a che vedere tutto questo con la Sanità?

Il titolo di un’agenzia dello scorso 19 luglio Roma infuocata, ogni giorno 80 turisti svengono al Colosseo” può esserci utile per introdurci nel problema ed anche per spiegare perché Roma potrebbe essere la prima città che costruisca un modello di “sanità universale” che le permetta di assistere nel migliore dei modi tutti coloro che, per le ragioni più diverse, vi soggiornano per periodi più o meno lunghi

Al di là dell’episodio contingente, è evidente che turisti, pellegrini, lavoratori e studenti fuori sede, vista la loro numerosità, comportano un importante carico di lavoro per il sistema sanitario della capitale. Non disponendo in città di un medico di medicina generale, molto probabilmente, per tutte le problematiche sanitarie non risolvibili con i suggerimenti di un farmacista ricorrono ad un pronto soccorso dove una volta arrivati sarà necessario impiegare in alcuni casi decine di minuti raccogliere un’anamnesi accurata. Qualora si renda necessario un ricovero non sarà possibile disporre neanche nei giorni successivi della precedente documentazione clinica. Tutto ciò si traduce nell’aumento del tempo necessario per la valutazione in pronto soccorso e della durata dei ricoveri finendo, unendosi ad altre concause concomitanti, col determinare tempi medi di attesa, nei pronto soccorso romani, superiori alle 24 ore.

Ipotesi di una nuova sanità

Quando penso alla sanità del futuro penso ad una sanità realmente centrata sulle persone, vale a dire che permetta di assistere il cittadino dovunque si trovi, a casa, per strada, in albergo. Il pronto soccorso e l’Ospedale devono essere riservati esclusivamente a problemi che non possono essere risolti in nessun altro modo.

Come è possibile “centrare” la sanità sul cittadino? Si può cominciare creando un registro sanitario elettronico del paziente, una infrastruttura basata sul cloud, accessibile tramite App,  in cui vengono memorizzati, autonomamente dal cittadino che può essere supportato da personale specializzato, e da tutti coloro che sono coinvolti nel processo di diagnosi e cura, i dati utili per risolvere i problemi clinici. Conterrà, oltre all’anamnesi, informazioni su patologie, terapie, allergie ed indagini diagnostiche eseguite insieme ai recapiti dei familiari da contattare in caso di emergenza e, se soffre di patologie croniche, dei medici che lo seguono per ciascuna malattia.

Se i pazienti che giungono in pronto soccorso disponessero di un simile registro, i tempi necessari per inquadrarne i problemi diminuirebbero notevolmente, ma il traguardo che vogliamo raggiungere è quello di ridurre il numero di accessi al pronto soccorso. Sarebbe possibile farlo creando un servizio di telemedicina di “primo intervento” a cui rivolgersi. Presso il servizio saranno presenti medici che parlano correntemente le principali lingue straniere, così da poter essere di aiuto a chi non parla italiano, e, accedendo al registro elettronico del paziente, valuteranno se le informazioni di cui dispongono sono sufficienti per formulare una diagnosi e prescrivere un trattamento.

Se riterranno opportuno il rilievo di parametri clinici, invieranno,  presso la sede del paziente, personale addestrato all’utilizzo di dispositivi medicali integrati nella piattaforma con cui rilevare pressione, saturazione arteriosa, temperatura corporea, glicemia e che potrà anche registrare un elettrocardiogramma con elettrocardiografi come il kardia o il d-heart, o con cui registrare toni cardiaci e suoni polmonari, come il fonendoscopio digitale eKuore.

Solo nel caso si riconosca una reale emergenza si invierà un’ambulanza che accompagnerà il paziente al pronto soccorso, dove, quando arriverà, i medici avranno già consultato il registro elettronico aggiornato dal medico del servizio di telemedicina con le informazioni ed i parametri rilevati; si potrà in tal modo evitare di inviare ambulanze nelle situazioni dove in realtà non sarebbero necessarie, riducendo il rischio che risultino impegnate in altre chiamate all’occorrere di reali emergenze.

La città di Roma per le ragioni elencate all’inizio si avvantaggerebbe enormemente di una simile innovazione, ma la portata innovativa di un sistema che utilizzi il cloud per archiviare i dati sanitari, permetta una interazione tra cittadino ed operatori sanitari, integri i dispositivi medicali per monitorare le condizioni cliniche non è limitata alle città con una elevata presenza di forestieri, ma potrebbe interessare i sistemi sanitari nazionali e costituire la base di sistemi sovranazionali o globali.

Perché far presto

Non è necessario illustrare ai lettori di questa pagina quali sono i rischi e le potenzialità offerte dall’analisi dei big data che diverrebbero disponibili e dall’applicare algoritmi di intelligenza artificiale all’innovazione prospettata; è invece necessario ed urgente lanciare un allarme sui danni causati dalla mancata o ritardata innovazione in ambito medico. Nonostante nell’ultimo decennio la ricerca e l’innovazione hanno portato notevoli progressi diagnostici e terapeutici migliorando notevolmente la prognosi e la speranza di vita per numerose patologie, l’aspettativa di vita generale della popolazione italiana negli ultimi dieci anni è restata sostanzialmente invariata, il che significa che una parte della popolazione ha tratto vantaggio da questi progressi, ma un’altra parte non solo non ha tratto vantaggi, ma la sua condizione è addirittura peggiorata. È la stessa parte di popolazione alla quale probabilmente va ascritto il raddoppio di mortalità verificatosi nei pronto soccorso negli ultimi dieci anni secondo quanto denunciato dalla Società Italiana della medicina di emergenza-urgenza .

Se negli altri ambiti di cui questo blog si occupa l’innovazione è auspicabile per migliorare le nostre vite, nell’ambito sanitario è indispensabile per salvarle.

Ho cominciato affermando che le tecnologie per realizzare quanto prospettato sono già presenti, credo corretto permettere a chi lo desidera di verificarlo collegandosi alla piattaforma  micurobene.it ed accedendo con le credenziali di due utenti fittizi:

mail : laura@esh-srl.cloud  pw: AccedoConLau-1

mail : nicoòa@esh-srl.cloud  pw: AccedoConNic-1

Francesco Girardi

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