16 - 22 Settembre, Roma

La Terra non ha più segreti: viaggio alla scoperta del centro di osservazione dell’Agenzia spaziale europea

A Frascati l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) monitora costantemente la Terra. Parliamo dell’Istituto europeo di ricerca spaziale o più semplicemente ESRIN, il sito dell’ESA specializzato nelle attività di osservazione del nostro pianeta. Un’eccellenza dell’aerospazio mondiale, che dal 1968 è comodamente accovacciata in collina, tra ulivi secolari e con vista sulla Capitale.

A Frascati lavorano scienziati e tecnici da tutto il mondo. Qui arrivano in ogni momento flussi di dati dalla fitta rete di satelliti gestita dall’Agenzia spaziale europea e dai partner di progetto. Dati che permettono in tempo reale di valutare un grande numero di parametri collegati alla salute del nostro pianeta, come la distribuzione della popolazione, il monitoraggio degli inquinanti in atmosfera, le temperature, il meteo, il consumo delle risorse forestali e tanto tanto altro.

Per toccare con mano questo costante lavoro di misurazione, il primo step è visitare le quattro sale che costituiscono la Φ-Experience, una mostra multimediale che visualizza l’invisibile, cioè i dati. In questa sala possiamo seguire in tempo reale il volo dei satelliti Sentinel 2-A e 2-B, che da oltre 7 anni sono in orbita attorno alla Terra, viaggiando a 27.000 km/h.

Il loro scopo è il monitoraggio ottico del pianeta, scandagliando a ogni passaggio lo spettro del visibile e quello infrarosso.

Possiamo poi vedere le emissioni di gas serra, cioè di biossido di azoto, grazie alle rilevazioni del satellite Sentinel 5-P.Spoiler: l’aria sopra Roma ha una cospicua concentrazione di questo gas e non è una sorpresa. Possiamo vedere la temperatura del suolo e quella degli oceani grazie al volo di Sentinel 3.

I dati delle temperature permettono di elaborare modelli che possono predire ondate di calore e il rischio di incendi in specifiche parti del mondo. Possiamo, ancora, vedere dall’alto gli effetti della deforestazione in Amazzonia negli ultimi 20 anni: impressionante quanto polmone verde abbiamo perso in soli due decenni!

Possiamo, infine, anche capire l’utilità dei satelliti in caso di disastri naturali come terremoti o inondazioni: le rilevazioni satellitari, infatti, permettono ai soccorritori di organizzare gli interventi d’emergenza in modo più efficiente. Grazie al Copernicus Emergency Management System, infatti, i soccorritori – la Protezione Civile nel caso italiano – può accedere alle mappe satellitari dell’area colpita dal disastro e avere le fotografie in altissima risoluzione del prima e del dopo.

Sovrapponendole e analizzandole si possono capire i danni principali e le zone in cui intervenire con maggiore urgenza. Questa tecnica è stata utilizzata durante molte emergenze umanitarie, come nel caso del ciclone tropicale Daniel, che a settembre di quest’anno ha colpito la città libica di Derna, causando la morte di almeno 6mila persone.

Un altro luogo da non perdere all’interno di ESRIN è l’Heritage Missions Walkthrough (HMW), l’archivio dei dati satellitari di ESA, ma anche di altre agenzie spaziali, che copre un arco temporale compreso tra gli anni ‘70 e gli anni ‘90.

Lo scopo dell’HMW è conservare questi dati scientifici per i prossimi secoli, assicurandosi la loro accessibilità sotto forma di open data. Sì, perché i dati di quegli anni sono spesso di difficile accesso, a causa delle diverse tecnologie impiegate per registrarli. Tecnologie spesso proprietarie e ormai cadute in disuso.

L’obiettivo è quello di recuperare questo gigantesco corpus di osservazioni terrestri dallo spazio e renderlo accessibile alla comunità scientifica mondiale. Un lavoro immenso e talvolta anche avventuroso, considerando che alcune di queste “pizze” di dati (a vederle somigliano alle pizze dei film che venivano utilizzati nei grandi proiettori dei cinema) si trovavano in località remote, come l’Antartide. Anzi proprio i dati satellitari sulle calotte polari, considerati per decenni poco interessanti, sono oggi invece di grande interesse per indagare a fondo il cambiamento climatico del pianeta.

Dentro l’HMW scopriamo anche le loro linee guida per la conservazione di dati d’interesse globale: fare almeno 4 copie di ogni singolo dato, tenere ogni copia ad almeno 300 km di distanza dalle altre, utilizzare tecnologie di archiviazione dati differenti per ogni singola copia. Insomma un lavoro enorme e anche parecchio dispendioso.

L’ultimo stop della nostra visita nel centro spaziale di Frascati è al Memorabilia Wall. Qui possiamo vedere da vicino una serie di cimeli che raccontano l’epopea spaziale europea.

Nelle teche di plexiglass ci sono vari oggetti interessanti, come la replica di una tuta completa da astronauta, veri detriti spaziali, la riproduzione della testa del telescopio fly-eye, che entrerà in attività nel 2024 per il rilevamento di asteroidi.

Una chicca per gli appassionati di fumetti è la presenza di un certo Rat-Man, ma non vi diciamo nulla di più…

L’ESRIN di Frascati organizza da qualche tempo visite guidate, rivolte a singoli, gruppi e anche scolaresche. La visita è gratuita, ma bisogna prenotare per tempo, perché l’accesso al centro è regolato per ovvi motivi di sicurezza.

Se volete prenotare una visita e vedere tutto quello che vi abbiamo raccontato in questo articolo, basta andare qui: Visitare il Centro ESA di Osservazione della Terra

Se, invece, volete avere accesso diretto e approfondire di persona i dati ESA relativi all’osservazione terrestre, li trovate gratuitamente qui: earth online

Infine, a questo indirizzo e sempre gratis, potete accedere ai dati del programma Copernicus: Data Space Copernicus

Luca Francescangeli

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