21 - 27 Settembre 2026, Roma

Sustainability by Design: come educare ingegneri e designer del futuro alla progettazione responsabile

Nel cuore della crisi climatica e della transizione ecologica, la progettazione non può più limitarsi a risolvere problemi tecnici: deve anticipare le conseguenze ambientali, sociali e culturali delle soluzioni che propone. È questo il principio alla base dell’approccio Sustainability by Design, che invita ingegneri, architetti, designer e urbanisti a pensare la sostenibilità non come un’aggiunta esterna al progetto, ma come parte strutturale del processo creativo.

La progettazione sostenibile come paradigma formativo

Formare i professionisti del domani a questo nuovo paradigma richiede un profondo ripensamento della didattica universitaria. Nei corsi più avanzati, la progettazione responsabile è oggi integrata nei moduli fondamentali, non solo nei percorsi dedicati all’ambiente. Ingegneria meccanica, architettura, product design, interaction design, urbanistica: in ciascuna di queste discipline, la sostenibilità entra come criterio progettuale primario, al pari della funzionalità, della sicurezza e dei costi.

Ma cosa significa, concretamente, progettare con la sostenibilità in mente? Significa usare strumenti come il Life Cycle Thinking, che analizza l’intero ciclo di vita di un prodotto o sistema – dall’estrazione delle materie prime al fine vita – per minimizzare sprechi, emissioni, e costi ambientali. Significa applicare principi come il Design for Repair, Design for Disassembly, Cradle to Cradle e il biomimicry, che si ispira alla natura per sviluppare soluzioni resilienti ed efficienti.

Approcci interdisciplinari e laboratori collaborativi

In molte università, i progetti didattici interdisciplinari mettono a confronto studenti di ingegneria con quelli di design, economia e scienze ambientali, simulando sfide reali e favorendo un approccio olistico. I laboratori diventano così luoghi di sperimentazione sociale, dove la sostenibilità si costruisce attraverso il dialogo tra saperi, l’interazione con le imprese e l’ascolto delle comunità locali.

Importante anche la formazione digitale, ed alcuni atenei stanno adottando indicatori ambientali nei progetti degli studenti, trasformando l’impatto ecologico in una variabile valutativa al pari dell’efficienza tecnica o dell’estetica. Altri promuovono hackathon green, tirocini in aziende della circular economy, e corsi su etica e giustizia ambientale, per formare non solo progettisti competenti, ma cittadini responsabili.

Una visione culturale oltre gli strumenti tecnici

Il passaggio chiave è culturale: la progettazione sostenibile non si insegna solo con strumenti, ma con una visione del mondo, capace di leggere i problemi come opportunità per generare valore condiviso. Educare al Sustainability by Design significa dunque abilitare i futuri professionisti a pensare in termini di sistemi complessi, impatti a lungo termine, giustizia intergenerazionale.

Perché i prodotti, gli edifici, i servizi e le infrastrutture che saranno progettati oggi, definiranno il nostro modo di vivere per decenni. E se vogliamo che questo futuro sia più equo, più verde e più resiliente, dobbiamo cominciare dai banchi dell’università.

di Carlo Maria Medaglia, docente, delegato del Rettore per la Terza Missione, Presidente della Commissione Rapporti con gli Enti Esterni, Università degli Studi Telematica IUL

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