La trasformazione digitale sta ridefinendo radicalmente il modo in cui istituzioni, aziende e cittadini interagiscono. In particolare, il Metaverso sta emergendo come una delle frontiere più promettenti per offrire servizi educativi e informativi innovativi. Secondo il report di Boston Consulting Group, il mercato globale del Metaverso potrebbe raggiungere un valore compreso tra i 250 e i 400 miliardi di dollari entro il 2025, con un impatto crescente su settori strategici come formazione, retail e servizi pubblici.
Per esplorare più da vicino questa rivoluzione digitale, abbiamo intervistato Filippo Maria Capitanio, CEO di 4 made in ed esperto in innovazione digitale e Metaverso, che ci ha raccontato la case history pionieristica dell’Università Telematica IUL, con una menzione al progetto innovativo della CCIAA del Molise, prima Camera di Commercio Italiana nel Metaverso.
Come nasce il progetto del Metaverso per l’Università IUL e quale visione strategica lo guida?
Il progetto nasce, in stretta collaborazione con il Prof. Carlo Maria Medaglia Delegato del Rettore alla Terza Missione dell’Università, dalla volontà di rinnovare profondamente l’esperienza formativa, superando le barriere tradizionali.
IUL è stata tra le prime università Italiane ad adottare il Metaverso, utilizzando la piattaforma Spatial per creare ambienti virtuali immersivi che permettono agli studenti di vivere esperienze formative altamente coinvolgenti e personalizzate.
La visione strategica, che ha guidato il pool dei docenti della IUL con cui abbiamo collaborato, è stato in primis quello di voler inserire il Metaverso in alcuni processi specifiche del journey dello studente, quali ad esempio l’orientamento in ingresso, l’orientamento in itinere, le attività di laboratorio e lo studio in team.
In cosa consiste il progetto Metaverso IUL?
«Un ambiente virtuale innovativo creato per l’Università Telematica degli Studi IUL. Questo progetto rappresenta una novità nella formazione accademica e nella ricerca, offrendo a docenti e studenti ambienti personalizzati, con arredi coerenti, loghi istituzionali e spazi immersivi come library virtuali e sale conferenze per lezioni e contenuti sincroni e asincroni. La piattaforma può ospitare fino a 50 avatar contemporaneamente, migliorando significativamente l’interazione tra docenti e studenti».
«Abbiamo puntato principalmente su due esperienze innovative: la prima lezione virtuale e l’Open Day virtuale. La prima lezione virtuale ha coinvolto contemporaneamente fino a 50 studenti, consentendo loro di esplorare argomenti accademici attraverso esperienze concrete e immersive. Gli studenti hanno potuto collaborare globalmente, superando barriere fisiche e geografiche, e i docenti hanno apprezzato la possibilità di testare metodologie didattiche innovative».
«L’Open Day nel Metaverso ha permesso all’ateneo di aprirsi globalmente, raggiungendo studenti di diverse provenienze geografiche, interagendo tramite avatar guida, e raccogliendo dati preziosi per migliorare ulteriormente l’offerta formativa e rispondere efficacemente alle esigenze degli studenti».
Quali benefici concreti hanno portato queste esperienze per studenti e università?
«Gli studenti hanno potuto vivere esperienze formative innovative, più coinvolgenti e personalizzate, rispondendo alle loro esigenze specifiche. L’Università IUL, da parte sua, ha potuto rafforzare ulteriormente la sua posizione come punto di riferimento nell’educazione digitale».
Ci può brevemente raccontare anche il progetto della Camera di Commercio del Molise nel Metaverso?
«Con la Camera di Commercio del Molise abbiamo sviluppato il progetto CameraVerso, la prima applicazione italiana di questo tipo nel Metaverso. È un ambiente virtuale interattivo che consente a cittadini e imprese di accedere intuitivamente ai servizi camerali, integrando il meglio dell’interazione fisica e digitale, e rappresentando un esempio virtuoso dell’innovazione applicata al settore pubblico».
Quali sfide vede per il futuro dell’educazione superiore nel Metaverso?
«La sfida principale riguarda la necessità di integrare ulteriormente il Metaverso nella cultura didattica, andando oltre la semplice sperimentazione e consolidando questo strumento come parte stabile della strategia educativa. Occorrerà formare personale altamente specializzato e investire in infrastrutture tecnologiche capaci di garantire esperienze virtuali sempre più realistiche e sicure».
Che consiglio darebbe alle università interessate a esplorare il Metaverso?
«Suggerisco di partire sempre dalle esigenze concrete degli studenti, progettando esperienze didattiche mirate e coinvolgenti. È fondamentale lavorare in collaborazione con esperti del settore per garantire un’esperienza di alta qualità. Il Metaverso non è solo una tecnologia, è una straordinaria opportunità per creare nuove modalità di apprendimento capaci di rispondere alle aspettative delle nuove generazioni».
Il futuro dell’istruzione passa inevitabilmente dal Metaverso, e questo progetto dimostra quanto un ambiente digitale ben progettato e orientato agli studenti possa trasformare in meglio l’esperienza formativa.



