
Il 16 settembre, nella cornice della Rome Future Week®, un panel promosso da Elisa Lupo accende i riflettori sulle disuguaglianze di genere tra mercato del lavoro, educazione finanziaria e leadership
Un Paese ancora indietro: i dati parlano chiaro
L’Italia si posiziona all’85° posto nel Global Gender Gap Report 2025, molto lontano dagli standard delle principali economie europee. Se in ambito sanitario ed educativo la parità è quasi raggiunta, il divario rimane ampio nei settori più strategici: partecipazione economica, leadership, rappresentanza politica. Le donne occupano meno del 30% delle posizioni dirigenziali e il punteggio per l’empowerment politico è tra i più bassi d’Europa.
Non va meglio sul fronte dell’educazione finanziaria: le italiane registrano 53/100 nell’indice Edufin 2024, contro i 59 degli uomini. Un gap che si riflette non solo sulla capacità di gestire il denaro in autonomia, ma anche sulle scelte lavorative e previdenziali, spesso penalizzanti per le donne.
Una conferenza per fare il punto e proporre soluzioni
È proprio da queste criticità che prende forma “Verso un futuro equo”, conferenza curata da Elisa Lupo, consulente del lavoro con oltre quindici anni di esperienza, attiva nella divulgazione sui temi del lavoro e della previdenza anche attraverso i podcast Previdenti e IO Lavoro. L’appuntamento è per il 16 settembre alle ore 18:00 presso Europa Experience – David Sassoli, nel cuore di Piazza Venezia a Roma.
L’incontro, parte del programma della Rome Future Week®, vuole offrire uno spazio di confronto multidisciplinare: esperte, giornaliste, economiste e rappresentanti del mondo aziendale si alterneranno sul palco per condividere esperienze, dati e strumenti concreti.

Tra le speaker:
- Azzurra Rinaldi, economista e Head of School of Gender Economics, impegnata nella divulgazione sulle disuguaglianze economiche di genere
- Flavia Provenzani, direttrice di Money.it, tra le testata di riferimento per l’informazione economico-finanziaria in Italia
Previdenza, lavoro e leadership: dove nasce e si consolida il divario
Uno dei focus della conferenza sarà il legame spesso sottovalutato tra carriera lavorativa e futuro previdenziale. In Italia, ancora oggi, le scelte lavorative delle donne sono fortemente condizionate dalla necessità di conciliare lavoro e vita privata. Contratti part-time non sempre voluti, interruzioni di carriera legate alla maternità o al carico di cura familiare: tutto questo si riflette nel lungo periodo su trattamenti pensionistici più bassi e minore autonomia economica.
Come ricorda spesso Elisa Lupo nei suoi interventi, “la parità si costruisce anche nei numeri”: stipendi, contributi, trattamenti fiscali. È su questi dati che si misura l’efficacia delle politiche di genere, e da qui passa la possibilità per molte donne di costruire un percorso di indipendenza reale.
Violenza economica: quando il controllo passa per il denaro
Un altro nodo centrale è quello della violenza economica, ancora poco riconosciuta ma molto diffusa. Si tratta di tutte quelle forme di controllo che passano per l’accesso limitato o negato al denaro, la gestione forzata delle spese, l’impossibilità di lavorare o di accedere a un conto bancario personale. È una forma subdola di abuso, che mina l’autonomia e la sicurezza delle donne, spesso in modo invisibile.
Portare alla luce queste dinamiche, offrire strumenti di riconoscimento e percorsi di uscita, è una delle missioni del panel, che intende coinvolgere anche il pubblico in un dialogo aperto.
Perché partecipare all’evento
In un Paese dove la parità di genere è ancora una promessa più che una realtà, “Verso un futuro equo” rappresenta un’occasione preziosa per fare il punto e alimentare un confronto concreto. I temi trattati riguardano tuttə: cittadini, lavoratrici e lavoratori, aziende, professionistə, enti pubblici.
Come sottolinea Elisa Lupo:
«Parlare di inclusione e parità oggi significa non dare nulla per scontato e costruire insieme un cambiamento reale, che l’Italia non può più rimandare».



