21 - 27 Settembre 2026, Roma

SAVIMO è un dispositivo medico per valutare i rischi di esposizione alla luce blu

Roma non è più solo la città dell’arte. Sono tanti, infatti, i progetti innovativi che, ultimamente, stanno trasformando il tessuto imprenditoriale della nostra città. Come quello di Salus Vision Mobile, una start-up innovativa che ha ideato e progettato un dispositivo medico per proteggerci dagli effetti negativi della luce blu. Ne abbiamo parlato con Bruno Piccoli, responsabile scientifico del progetto.

Nonostante Roma venga, ovviamente, ricordata e citata soprattutto per le sue ineguagliabili “perle” artistiche, nel suo sottobosco più innovativo, si stanno gradualmente consolidando (spesso, lontane dalle luci dei riflettori), numerose realtà imprenditoriali davvero molto promettenti, che utilizzano la scienza e la tecnologia per migliorare la vita delle persone, senza, per questo, rincorrere ossessivamente l’hype del momento.

Una di queste, senz’altro, tra le più interessanti, si chiama Salus Vision Mobile. SAVIMO è un progetto sperimentale finanziato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, la cui mission è lanciare sul mercato un dispositivo di nuova concezione che aiuti i tecnici della prevenzione a valutare, in modo rapido, accurato e a basso costo, situazioni ambientali che possano causare disagio (ad esempio, la cosiddetta “sindrome da visione artificiale”) o danno alla funzione visiva delle persone esposte alla luce blu

Cos’è la luce blu?

Sono certo che, più di qualcuno, in questo preciso istante si starà chiedendo che cos’è la luce blu. Ebbene, per rispondere a questa, come ad altre domande, ho pensato di raggiungere direttamente Bruno Piccoli, responsabile scientifico del progetto e professore presso il Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nonché uno dei massimi esperti italiani nel campo delle relazioni tra visione e lavoro.

La luce blu non è altro che una porzione della radiazione visibile, parte dello spettro elettromagnetico che l’occhio umano può percepire (tra 380 e 780 nm), con lunghezze d’onda comprese tra 380 e 580 nm. La luce blu è emessa naturalmente dal sole, che rappresenta la sua unica fonte diretta e continua. Tuttavia, è presente anche in sorgenti artificiali come lampade a scarica ad alta pressione, lampade ad alogenuri metallici, a vapori di sodio compatte e in dispositivi a tecnologia LED.

Con il nostro nuovo dispositivo, ci proponiamo di quantificare, analizzare e interpretare la luce che raggiunge la retina, sia all’aperto (outdoor) che in ambienti chiusi (indoor), con l’obiettivo di tutelare la funzione visiva dei soggetti esposti. È importante sottolineare che il dispositivo non valuta ‘tutte le situazioni ambientali’, ma si concentra esclusivamente su quelle relative all’esposizione alla luce (non cutanee), attraverso analisi fotometriche e radiometriche.

SAVIMO si distingue da altri fotometri per alcune sue caratteristiche distintive: la capacità di catturare immagini del contesto ambientale in cui si trova il soggetto, includendo i valori fotometrici e radiometrici rilevati; l’integrazione di questi dati nel ‘campo visivo’ del soggetto esaminato, con particolare attenzione al contesto lavorativo; la facilità d’uso che non richiede competenze specifiche in illuminotecnica; la segnalazione immediata di eventuali rischi rilevati.

Nuove prospettive di crescita

Dopo aver vinto lo Start Cup Lazio 2024, una iniziativa promossa annualmente dal network Start Cup Lazio, che aggrega 59 soggetti, di cui 11 Università, 7 Enti di ricerca e 41 organizzazioni tra imprese, istituzioni finanziarie e associazioni, Salus Vision Mobile si è distinta anche durante la recente edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione, conquistando diversi premi, tra cui, il Rome Technopole Premio Speciale, che premia le migliori tre startup con sede nella Regione Lazio che propongono soluzioni innovative orientate allo sviluppo sostenibile, alla smart specialization, alla riqualificazione e al rilancio del settore industriale del territorio regionale attraverso la promozione della transizione energetica, della transizione digitale e di Salute & Bio-Pharma.

Insomma, sebbene i suddetti riconoscimenti siano stati conferiti, al momento, solo in ambiti squisitamente accademici, grazie anche ad un brevetto recentemente depositato dall’Università di Roma Tor Vergata, le prospettive a medio e lungo termine di SAVIMO sono davvero promettenti. Bruno Piccoli non ha dubbi in merito.

Nonostante SAVIMO sia attualmente un prototipo, non essendo stato lanciato ancora sul mercato, né descritto in pubblicazioni scientifiche, ad eccezione di alcune applicazioni sperimentali in contesti lavorativi per finalità di ricerca, il progetto è in fase di brevettazione presso l’Università di Tor Vergata, e il lancio sul mercato è previsto tra circa un anno, una volta completate le fasi di pianificazione, conformità normativa e raccolta di feedback da parte di beta tester per eventuali miglioramenti.

Il nostro team di progetto è attualmente composto, oltre al sottoscritto, anche da tre medici del lavoro (Andrea Magrini, Luca Coppeta, Cristiana Ferrari), un igienista occupazionale (Dino Pisaniello), un fisico sanitario (Silvano Orsini), due tecnici elettronici (Roberto Di Censi e Pierluigi Zambelli) e un informatico (Nick Holt)”.

Perché a Roma?

Ritornando al concetto solo accennato nell’incipit di questo articolo, ovvero al presunto stupore da parte di alcuni di avere progetti di tale portata e slancio innovativo in una città, come Roma, per lo più, catalogata, a mio avviso erroneamente, solo come “meta turistica internazionale”, ho pensato di ribaltare questo retorico preconcetto sullo stesso Bruno Piccoli, che insieme ai suoi compagni di viaggio, è riuscito a creare Salus Vision Mobile proprio nella nostra città. 

La nascita di SAVIMO a Roma non è stata affatto casuale. La città ospita prestigiose Università, Enti di ricerca ed un tessuto industriale che favoriscono lo sviluppo di progetti innovativi di ricerca applicata. In particolare, il contributo dell’Università di Tor Vergata è stato, per noi, determinante: l’ateneo è da sempre orientato alla ricerca e all’innovazione. Non a caso, SAVIMO ha ottenuto importanti riconoscimenti.

Questi successi costituiscono un impulso significativo per il posizionamento del progetto sul mercato a breve e a lungo termine. E cosa, a mio avviso, ancora più importante è che il nostro team intende proseguire le attività di ricerca proprio a Roma, dove sono in fase di sviluppo altri progetti innovativi di grande rilevanza nel campo della Medicina del Lavoro, con l’obiettivo di tutelare ulteriormente la salute dei lavoratori.

Nonostante, da un paio d’anni a questa parte, tutto stia girando intorno all’Intelligenza Artificiale, provando (almeno per un attimo) a non farsi condizionare troppo da una narrazione, per così dire, “autoindotta”, l’esperienza di Salus Vision Mobile ci dimostra senz’altro qualcosa: al di là del suo specifico campo di applicazione, la vera innovazione non è il frutto di sforzi isolati, ma di una rete di contributi che si alimentano reciprocamente. 

di Andrea Camerino

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