21 - 27 Settembre 2026, Roma

Il futuro della formazione online: dall’intelligenza artificiale agli ambienti immersivi. La visione di IUL

Partner ufficiale della Roma Future Week® 2025, l’Università Telematica degli Studi IUL porta avanti da anni una visione innovativa della didattica digitale. In questa intervista racconta come è cambiato il ruolo dello studente, quali competenze digitali fanno davvero la differenza e come l’intelligenza artificiale e gli ambienti immersivi stiano trasformando lo studio in un’esperienza concreta e coinvolgente. Un’anticipazione del futuro dell’apprendimento che vale la pena scoprire.

Voi che fate formazione online da anni, avete anticipato molte trasformazioni che altre realtà stanno vivendo solo adesso. Che mutazioni avete visto nascere e consolidarsi nel modo di studiare?

Fare formazione online significa aver vissuto in anticipo trasformazioni che oggi rappresentano un patrimonio condiviso.
La più significativa è il passaggio da una didattica centrata sul docente a una incentrata sullo studente. Negli anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo: lo studente non è più un semplice destinatario di contenuti, ma un soggetto attivo che costruisce il proprio percorso secondo tempi, modalità e obiettivi personali. Questo ha dato origine a una didattica sempre più flessibile, modulare e personalizzabile.

Parallelamente, la didattica è passata da un approccio trasmissivo a modelli interattivi e multimodali: non solo testi e lezioni frontali, ma anche video brevi e mirati, strumenti collaborativi, simulazioni, podcast e pratiche di gamification. È cambiato anche il ruolo del docente, che da trasmettitore di nozioni si è trasformato in facilitatore, capace di stimolare e accompagnare lo studente in un percorso dinamico e aperto. Si tratta, a nostro avviso, di una trasformazione irreversibile e tra le più significative introdotte dall’online.

A questa nuova centralità dello studente si affiancano oggi due innovazioni decisive: l’intelligenza artificiale, che consente percorsi personalizzati, adattivi e ricchi di feedback, e gli ambienti immersivi, che trasformano la conoscenza in esperienza diretta. L’IA aiuta a orientarsi nei contenuti, suggerisce traiettorie di apprendimento e fornisce un supporto su misura; gli spazi immersivi permettono di sperimentare scenari realistici e di vivere l’apprendimento come pratica viva. È dall’incontro tra queste due dimensioni che la formazione online diventa un ecosistema capace di unire flessibilità, personalizzazione e intensità esperienziale.

Non si tratta più soltanto di studiare attraverso testi o video, ma di “abitare” ambienti digitali, esplorare contesti complessi, interagire con situazioni simulate che preparano al mondo reale. Così la formazione online si trasforma in un’esperienza totalizzante, capace di coinvolgere mente e corpo.

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Oggi si parla molto di competenze digitali, ma spesso in modo generico. Quali sono quelle che secondo voi fanno davvero la differenza per chi vuole restare aggiornato e competitivo nel proprio settore?

Quando si parla di competenze digitali, il rischio è quello di restare sul vago. Non è la padronanza di un singolo software a fare la differenza — strumenti e interfacce diventano rapidamente obsoleti — ma lo sviluppo di abilità trasversali, capaci di adattarsi all’evoluzione continua delle tecnologie.

Pensiamo alla information literacy, ovvero la capacità di selezionare, valutare e rielaborare criticamente le informazioni in un contesto in cui siamo esposti a un flusso ininterrotto di dati. Oppure alla collaborazione in rete, che implica lavorare e comunicare efficacemente in ambienti digitali, spesso a distanza. Sempre più strategica è anche la data literacy, ossia la competenza di leggere, interpretare e utilizzare i dati per orientare decisioni consapevoli.

Accanto a queste, si colloca la comunicazione digitale, che richiede di saper modulare linguaggi e registri in base ai diversi contesti e interlocutori. Ma la competenza davvero distintiva è la capacità di adattamento: non imparare un software una volta per tutte, ma possedere l’attitudine ad apprendere continuamente nuovi strumenti, con rapidità e spirito critico.

Oggi a questo quadro si aggiungono due aree cruciali. Da un lato, l’abilità di interagire con sistemi di intelligenza artificiale, comprendendone logiche, potenzialità e implicazioni etiche, così da usarli per migliorare il proprio lavoro senza subirli passivamente. Dall’altro, la competenza di abitare ambienti immersivi: non solo saperli navigare, ma trasformarli in spazi di progettazione, simulazione e collaborazione. In questo senso, l’alfabetizzazione digitale del futuro non consisterà soltanto nel saper scrivere in rete, ma nel saper vivere in mondi virtuali e trasformarli in veri laboratori di apprendimento e innovazione.

Molti dei vostri studenti sono lavoratori o insegnanti in formazione continua. Come cambia il ruolo dell’università quando si rivolge a chi studia non “per entrare” nel mondo del lavoro, ma per restarci dentro?

L’università non è più soltanto la porta d’ingresso al mondo del lavoro, ma un alleato costante nella crescita professionale. Il suo ruolo si è trasformato: non prepara più solo all’accesso, ma sostiene la permanenza e l’evoluzione delle carriere, offrendo strumenti aggiornati, immediatamente applicabili e in dialogo diretto con i contesti lavorativi reali.

Oggi l’università è un luogo in cui aggiornarsi, specializzarsi e reinventarsi, sia attraverso l’acquisizione di nuove abilità per migliorare la performance in un ruolo esistente (upskilling), sia attraverso lo sviluppo di competenze che permettono di intraprendere percorsi professionali diversi (reskilling). Entrambi i processi sono essenziali per affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro, le innovazioni tecnologiche e le esigenze in continua evoluzione delle organizzazioni, aumentando al contempo le opportunità di carriera dei singoli e la competitività delle imprese.

In questa prospettiva, la formazione universitaria dialoga direttamente con la pratica quotidiana: ciò che si apprende non rimane confinato nella teoria, ma trova applicazione immediata nelle attività professionali. La formazione online, in particolare, si rivela ideale per chi lavora: concilia studio e occupazione, propone percorsi modulari e personalizzabili e valorizza le competenze pregresse. L’università diventa così un laboratorio permanente, dove apprendimento e professione si alimentano reciprocamente.

A rafforzare questa dimensione intervengono due innovazioni decisive. L’intelligenza artificiale, che consente di costruire percorsi personalizzati, identificare le aree da potenziare e suggerire traiettorie di sviluppo. E gli ambienti immersivi, che permettono di simulare scenari professionali complessi, sperimentare strategie e acquisire competenze pratiche in condizioni protette. In questo modo, l’università si configura come un ponte costante tra teoria e pratica, tra studio ed esperienza, capace di sostenere davvero la crescita continua dei professionisti.

La formazione online è spesso vista come un’esperienza individuale. Secondo voi, cosa può trasformarla in un percorso realmente condiviso, capace di generare scambio, confronto e crescita collettiva?

È vero, persiste ancora l’idea che studiare online significhi affrontare un percorso solitario. Tuttavia, la nostra esperienza dimostra il contrario: se la didattica è progettata con attenzione, l’apprendimento può diventare un’esperienza profondamente collettiva.

La chiave sta nella creazione di comunità di apprendimento. Forum di discussione, lavori di gruppo, attività di peer learning e mentoring sono strumenti preziosi per stimolare il confronto e valorizzare la diversità dei profili degli studenti, che arricchisce il percorso di ciascuno. In questo modo lo studio non si limita all’interazione con la piattaforma, ma si apre a un dialogo continuo che alimenta riflessione e crescita.

Anche momenti sincroni o incontri in presenza, laddove possibili, rafforzano il senso di appartenenza. La formazione online diventa così un ecosistema vivo, dove il digitale moltiplica le opportunità di relazione invece di limitarle.

La dimensione comunitaria è essenziale: non basta mettere in rete studenti, occorre creare contesti che stimolino interazione autentica e collaborazione.

In questo contesto, l’intelligenza artificiale può favorire connessioni tra studenti con interessi simili, bilanciare gruppi di lavoro e facilitare il dialogo tramite strumenti di supporto o traduzione automatica. Gli ambienti immersivi, invece, permettono una collaborazione esperienziale: studenti e docenti lavorano insieme a progetti, simulano scenari realistici e condividono esperienze in tempo reale. In questo modo, l’apprendimento online supera l’individualismo e si trasforma in un’esperienza collettiva, arricchita dalle differenze e dall’intelligenza condivisa.

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Guardando avanti: secondo voi quali saranno le prossime mutazioni nel mondo della formazione, e come si prepara un’università telematica come IUL a stare un passo avanti?

Le prossime trasformazioni della formazione si muoveranno lungo due direttrici convergenti. La prima riguarda l’intelligenza artificiale, che renderà l’apprendimento sempre più personalizzato, capace di adattarsi dinamicamente ai bisogni di ciascuno studente. La seconda riguarda gli ambienti immersivi, che trasformeranno la conoscenza in un’esperienza multisensoriale e situata.

Quando queste due dimensioni si intrecciano, i percorsi formativi si trasformano radicalmente: uno studente potrà accedere a un ambiente immersivo calibrato dall’IA sui propri bisogni, sperimentare scenari concreti e ricevere feedback immediati per migliorare in modo continuo.

Alcune mutazioni sono già all’orizzonte. L’intelligenza artificiale consentirà livelli di personalizzazione senza precedenti, adattando i percorsi in tempo reale. Crescerà il valore delle micro-credential, percorsi brevi, certificati e immediatamente spendibili nel mercato del lavoro. Contemporaneamente, si accentuerà l’attenzione verso le competenze trasversali, come pensiero critico, collaborazione interculturale e sensibilità alla sostenibilità.

Si assisterà anche a una progressiva integrazione tra apprendimento formale, non formale e informale, con la formazione che diventerà un continuum che attraversa vita personale, lavoro ed esperienze quotidiane.

Per un’università telematica come IUL, la sfida non è solo seguire l’innovazione, ma anticiparla. Ciò significa investire nella ricerca-azione, sperimentare modelli didattici innovativi e mantenere un dialogo costante con scuole, imprese e istituzioni. L’obiettivo è costruire un futuro della formazione più aperto, inclusivo e sostenibile, dove tecnologia e pedagogia si intrecciano per generare un apprendimento flessibile, coinvolgente e vicino alla vita reale.

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