21 - 27 Settembre 2026, Roma

La nuova mobilità sostenibile di Roma: a che punto sono i progetti del PUMS

Nel 2023 Roma adottava il suo Piano Urbano di Mobilità Sostenibile (PUMS) con una visione decennale: meno auto private, più trasporto pubblico integrato, infrastrutture ciclabili e soluzioni digitali per muoversi in città. Ambiziosa sulla carta, la trasformazione della mobilità romana è entrata in una fase di verifica: alcune promesse si sono avverate, altre sono state ridimensionate, altre ancora restano in sospeso.

La fascia verde si è allargata

Il primo segnale concreto è arrivato puntuale: il 1° novembre 2023, come annunciato, Roma ha ampliato la fascia verde con l’installazione di telecamere ai varchi di accesso. I veicoli più inquinanti non possono più entrare nell’area — la più estesa d’Europa per una ZTL — né sostare al suo interno. L’obiettivo è il “controllo totale” della fascia, con un presidio tecnologico che sostituisce i blocchi fisici.

L’effetto sulla qualità dell’aria è ancora in corso di valutazione sistematica, ma il provvedimento ha retto politicamente, che, per una misura impopolare in una città automobilistica come Roma, non è poco.

Piste ciclabili: la rete cresce, con nuovi obiettivi

Il PUMS aveva fissato un traguardo ambizioso: portare la rete ciclabile a 480 km entro il Giubileo 2025. I tempi si sono rivelati più lunghi del previsto, con la rete attuale che si estende per circa 331 km, ma l’amministrazione ha risposto con un rilancio significativo.

Il BiciPlan 2025-2035, approvato nel 2025, porta l’obiettivo a oltre 1.000 km di ciclabili entro il 2035. L’assessore Eugenio Patanè ha annunciato a inizio 2025 l’apertura di cantieri per 140 km di nuove piste, 93 dei quali finanziati dal PNRR, con scadenze vincolanti che dovrebbero accelerare i tempi di realizzazione rispetto agli anni precedenti.

Monopattini: meno è meglio

Uno degli interventi più visibili è anche uno dei meno discussi. I monopattini in sharing sono stati ridotti da 14.500 a circa 9.000 unità, con l’obiettivo di migliorarne la gestione, ridurre l’abbandono selvaggio sui marciapiedi e aumentare il controllo sui comportamenti degli utenti. Il risultato percepito dai cittadini è migliorato, anche se il problema della micromobilità caotica non è strutturalmente risolto.

MaaS4Italy: la sperimentazione si chiude con risultati, ma il futuro è aperto

Il progetto MaaS for Italy ha appena completato la sua fase sperimentale. La prima fase, conclusa nel 2023, ha coinvolto 8 operatori e oltre 1.500 utenti a Roma, integrando trasporto pubblico, bike sharing e monopattini. La seconda fase, svoltasi dal 16 giugno al 31 dicembre 2025, ha testato il modello corporate coinvolgendo i dipendenti di aziende romane tramite i Mobility Manager aziendali.

Il 23 giugno 2026 Roma Capitale ha ospitato il convegno conclusivo del progetto nazionale, con i risultati complessivi: 13 territori coinvolti in Italia, circa 60.000 utenti iscritti, 1 milione di viaggi effettuati. Roma è stata tra le prime città ad avviare la sperimentazione, con Roma Servizi per la Mobilità nel ruolo di MaaS Integrator.

Il messaggio finale del convegno ha evidenziato che “servono risorse, governance stabile e continuità per non disperdere il lavoro fatto.” Il nodo è la sostenibilità economica: i fondi PNRR si sono esauriti e senza nuovi investimenti il servizio rischia di non uscire dalla fase sperimentale.

La navetta driverless all’EUR: ancora in attesa

Tra i progetti più innovativi annunciati nel piano di mobilità c’era la sperimentazione di una navetta a guida autonoma nell’EUR, che avrebbe dovuto collegare le fermate Fermi e Palasport della metro alle sedi aziendali della zona, con servizio a chiamata via app. A oggi non risultano comunicazioni ufficiali di un lancio operativo, il progetto è probabilmente ancora in fase di negoziazione tra assessorato e aziende partner, o in attesa di autorizzazioni regolatorie. Roma non è l’unica città italiana in questa situazione: la guida autonoma su strada aperta incontra ostacoli normativi comuni a tutta Europa.

Il futuro della mobilità aerea urbana

Nel piano originale compariva anche un riferimento alla mobilità aerea: UrbanV e Volocopter avevano firmato un accordo con Enel X Way per installare colonnine di ricarica vicino ai vertiporti di Roma e Fiumicino. Da allora lo scenario è cambiato profondamente: Volocopter ha dichiarato insolvenza a dicembre 2024, ma UrbanV non si è fermata e ha trovato un nuovo partner operativo. La storia dei taxi volanti a Roma merita un capitolo a parte che trovate nel nostro approfondimento dedicato.

Il quadro complessivo

Roma si sta muovendo, ma con la velocità tipica di una città che deve fare i conti con la sua complessità: dimensioni metropolitane, infrastrutture storiche, resistenze politiche e burocrazia stratificata.

Il PUMS resta lo strumento giusto. Alcuni interventi hanno funzionato, come la fascia verde, la riduzione dei monopattini, l’avvio del MaaS, ma altri sono in ritardo, come le piste ciclabili o la sperimentazione della navetta driverless all’EUR. Altri ancora dipendono da fattori esterni come i fondi PNRR, le certificazioni europee per la guida autonoma e l’evoluzione del settore eVTOL.

La mobilità di Roma nel 2026 è sicuramente più sostenibile di quella del 2023, non quanto il piano prevedeva, ma la direzione è quella giusta. Il nodo di fondo non è la visione programmatica ma la capacità di esecuzione. E su quello, Roma continua a lavorarci.


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